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Pulcinella, uno di noi

Nuovo Balletto di Toscana

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Theatrical genre
Dance
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Regia: Coreografia di Arianna Benedetti

Drammaturgia: Andrea Di Bari

Attori: Cadeddu Lisa, Capurso Francesca, Castellano Miriam, Di Ciolo Matilde, Doveri Roberto, Galdo Veronica, Narcisco Aisha, Capetola Matteo, Poggini Niccolò, Rizzo Paolo, Sabella Enrica.

Other credits: Musica: Igor Stravinkij e G. B. Pergolesi
Luci: Carlo Cerri
Costumi: Santi Rinciari

Key words: danza, maschera, pulcinella,

Production: Nuovo Balletto di Toscana

Year of production: 2018

Theatrical genre: Dance

Nella storia del Balletto di Toscana, già Virgilio Sieni, nel 1990, coreografò un'inattesa e felice versione del titolo affidandosi soltanto alla musica e traducendola in gesti e rimandi esotici – alludendo solo simbolicamente all'origine orientale e mistica che si intravede in questa 'maschera' ambigua e duale.

Ora tocca ad Arianna Benedetti, che in quanto coreografa nata con lo studio e l’elaborazione delle danze vernacolari (hiphop e break-dance in tutte le declinazioni) e poi maturata nella ricerca coreografica di matrice contemporanea, si affida con una sensibilità da 'neofita' all’importante incontro con Stravinskij.

Se l'essenza fortemente umana dell'eponimo Pulcinella, spinge l’autrice a trovarne assonanze nella propria sensibilità, e percepirne risonanze nella comune condizione umana, alimentata da dolori e gioie, soprusi e ribellioni, tenerezze e dispetti, questi stessi stati d'animo e umori diventano i variegati mood di una danza estremamente esigente e appunto dinamica. Una danza, che appare ricca guizzante e articolata e che, nell'alludere a fatti della vita, sembra principalmente trovare la sua ragione d'essere dall'affrontare brillantemente le sfide lanciate proprio dalla musica. Certo c'è l'outsider, ora uomo, ora donna (perché siamo tutti dei Pulcinella, no?), che si contrappone alle convenzioni di un mondo incasellato e coercizzato - come ci suggerisce anche la struttura cubica da cui i danzatori entrano ed escono compatti. Certo c'è lo sberleffo, l'ironia con cui si stemperano l'amarezza e l'umiliazione e c'è l'eterna lotta tra arroganti e sottomessi e, naturalmente, tra uomini e donne: in una parola tutto l'ambiguo gioco delle parti dell'eterna commedia umana.

Ma soprattutto c'è una logica coreografica che si mette a confronto con la sardonica, effervescente sonorità di Stravinskij, con la giustapposizione dei ritmi e dei timbri con cui il compositore russo reinventa il settecento e lo rende moderno. In queste tonalità, negli accenti acuti, nelle nenie cullanti, nella luminosa orchestrazione inventata da Stravinskij Benedetti, trova, infatti, il vero viatico per il suo Pulcinella, dando sfogo a un flusso inarrestabile di movimento, fantasioso e spettacolare, energetico ed espressivo, che esalta la bravura dei suoi interpreti e da loro ne esce ulteriormente valorizzato.

Silvia Poletti

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