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Il gatto con gli stivali, un racconto per il digitale

KanterStrasse

Play in the repertoire

Theatrical genre
Children's theatre (5-143)
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Regia: Marco Ferro

Drammaturgia: Marco Ferro

Attori: Marco Ferro, Stefano Pirovano, Giulietta De Bernardi, Soledad Nicolazzi

Other credits: Immaginato e creato da Marco Ferro Realizzato da Stefano Pirovano, Valeria Sacco, Giulietta De Bernardi, Soledad Nicolazzi, Anna Fascendini Sonorizzazione a cura di Diego Dioguardi Con un ringraziamento speciale ad Alessandra Amicarelli e allo Spazio Laboratorio Fontanili

Key words: Gatto, stivali, Campsirago, ragazzi, kanterstrasse

Production: Campsirago Residenza

Year of production: 2021

Theatrical genre: Children's theatre (5-143)

IL GATTO CON GLI STIVALI È UN RACCONTO MULTIMEDIALE.

Il Gatto con gli stivali è un racconto perché si fa interprete della celebre fiaba, narrandone la storia,

ed è multimediale perché lo fa attraverso la compresenza e l’interazione di diversi linguaggi,

all’interno della cornice digitale. Il racconto, infatti, prende vita grazie alla presenza di un attore che

ne narra l’intera storia in diretta, servendosi di parole, immagini e filmati. La narrazione è

continuamente integrata da scene filmate che sono state realizzate attraverso tecniche differenti: il

paper theatre, il teatro d’ombre, la stop motion, il disegno animato, il pop-up theatre.

Questo particolare impiego di diverse tecniche che derivano dal teatro di figura ha una duplice

valenza: oltre a farsi veicolo espressivo della storia narrata, ci permette mostrare la componente

estremamente artigianale dell’intero processo creativo e realizzativo. Processo a cui, nell’ultima

parte dell’incontro, dedichiamo un tempo di confronto e di dialogo con i giovani (e meno giovani)

spettatori. Questo perché, nelle nostre intenzioni, il senso dell’intero progetto non si esaurisce con il

termine della storia narrata di ma, al contrario, è a partire da là che ci auguriamo possa continuare.

Questa versione del Gatto con gli stivali, infatti, vorrebbe essere un seme capace di attivare

l’immaginazione e di stimolare la creatività di chi vi ha partecipato, fornendo allo spettatore

strumenti e suggestioni utili per l’elaborazione di un racconto in autonomia.

LA NOSTRA RISCRITTURA DELLA FIABA

La fiaba del Gatto con gli stivali, opera tra le più discusse e controverse dei classici della letteratura

per l'infanzia, è ben nota: un giovane ragazzo, rimasto orfano, riceve in eredità un gatto. Questi,

grazie alle sue straordinarie doti, lo aiuta ad arricchirsi e a trovare una sua collocazione nel mondo,

attraverso un susseguirsi ascendente di eventi, che culmina con il matrimonio del giovane stesso con

la figlia del Re.

Per la costruzione della drammaturgia siamo partiti dalla celebre versione di Perrault per poi

abbandonarla e ripercorrerne le traccie a ritroso, attraverso la versione dei fratelli Grimm e di

Straparola, fino ad approdare al “Cagliuso” di Basile, dove i toni scuri, il contesto di estrema miseria

in cui è ambientato e la lingua amara di cui si serve, rendono il racconto comico e tragico al tempo

stesso e, a nostro avviso, più contemporaneo, perché a distanza di sicurezza dal canonico

messaggio moralistico ed edificante che ci viene sovente proposto.

E' proprio a partire da questa riflessione che abbiamo cominciato a lavorare ad una ri-scrittura, che

della fiaba classica mantiene intatti l'arco narrativo e i personaggi principali, senza tuttavia

censurarne le spinte contraddittorie e le dinamiche spesso ambivalenti.

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