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E' stato così

Vanessa Dezi
Regia: Vanessa Dezi
Drammaturgia: testo di Natalia Ginzburg - adattamento drammaturgico di Vanessa Dezi
Attori: Vanessa Dezi
Anno: 2018
Il monologo di una donna, una confessione dal ritmo forsennato che, però, sembra racchiusa in un tempo eterno, anzi un fluire di parole dal profondo, di chi è abituato da sempre a guardare fisso fisso nel pozzo buio che ha dentro di sé.
Un assolo d’attrice.
“E’ stato così” fu pubblicato nel 1947 e Natalia Ginzburg ha rivelato che quando scrisse questo racconto lungo aveva la mente confusa e annaspava nel buio, e difatti ciò che è ancora vivo nel racconto – aggiunge- è proprio, in quella donna, il buio, il confondere e l’annaspare.
Una donna, di cui non si conosce il nome, ma di cui è disvelata l’anima, la fragilità infinita, a volte commovente e a volte addirittura indisponente. Il racconto ha una sua tensione emotiva molto particolare, sembra un concerto, tutto dissonante, per fisarmonica, di cui si segue l’estendersi e il restringersi; i momenti di respiro e di apnea si susseguono rapidamente. Si ascolta il battito cardiaco irregolare di una donna, che in realtà cerca soltanto un modo di vivere giusto e naturale e non triste, una donna semplice, sola, ingannata, tradita, un po’ naïve, che cerca disperatamente di accendere i colori sbiaditi della sua esistenza, ed incenerisce il tutto con un colpo di pistola, che, avverte la Ginzburg, avrebbe anche potuto non esserci, ed essere solo immaginato, senza intaccare la storia, che scorre a malgrado e al difuori di esso. Ma il colpo di pistola si sente, sia all’inizio che alla fine! Scorre la storia, raccontata da una scrittura asciutta, concreta, non pietistica, nuda e cruda (vanessa dezi).


Altri crediti: La prima (ed unica 24/11/2018) è stata rappresentata presso il "Centro Culturale Leone e Natalia Ginzburg" di Pizzoli (AQ) con il patrocinio del Comune di Pizzoli

Produzione: Vanessa Dezi e Fabrizio Del Monaco

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    UNE ACTRICE PASSEUSE DE LIVRES
    Vanessa Dezi, attrice, conduce da alcuni anni una ricerca personale ed appassionata sulla relazione tra la letteratura e il teatro, più precisamente tra l’attore e la letteratura non scritta per il teatro. La letteratura viene messa in scena attraverso una forma di espressione teatrale, che permette di dare voce e valore al testo letterario, alla sua musicalità, alla parola, che senza alcun orpello, nella sua nudità essenziale viene fatta risuonare attraverso il corpo dell’attore e quindi con la sua voce, corpo essa stessa. Il testo letterario s’incarna nell’attore, che si fa ad un tempo strumento ed interprete, quasi fosse il testo stesso una partitura musicale. Tale “spartito” è racchiuso nel libro, che, il più delle volte, diventa privilegiato oggetto di scena, accarezzato dalle mani che recitano. Si crea una simbiosi tra teatro e letteratura, ora definita “concerto”, ora “assolo d’attrice”, ora “reading teatrale”, ora “allegretto amoroso”, attingendo spesso peraltro alla lingua della metafora musicale, ma l’essenza è sempre la stessa: l’intrinseca vivacità del testo letterario che si svela appropriandosi della sapienza artigianale dell’attore e del suo stare sulla scena, riempiendola. In tutto questo il pubblico è parte e protagonista immaginifico, dando a sua volta una forma alle immagini evocate dalla parola detta.
    Vanessa Dezi, in questa sua ricerca, si rivolge sia ad un pubblico adulto che al mondo variopinto dell’infanzia, collaborando con scrittori, musicisti, illustratori, enti, scuole e biblioteche.
    Risiede in una valle ai confini tra Ascoli Piceno e Teramo e lavora principalmente nelle Marche e in Abruzzo.