Cookie
Questo sito si serve dei cookie di Google per le statistiche anonime e di quelli Youtube e Vimeo per la visualizzazione dei video. Se prosegui la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie.
Leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie.
Chiudendo questo box ne accetti l'utilizzo.

Dov'è la Vittoria

BEstand
Regia: Giuseppe Maria Martino
Drammaturgia: Agnese Ferro | Giuseppe Maria Martino | Dario Postiglione
Attori: Luigi Bignone | Martina Carpino | Manuel Severino
Anno: 2020
Adatto a: per tutti
Un trio di attori, Martina, Massimo e Tullio, in una giornata di prove. I tre, forse ispirati dalla situazione politica attuale, sono nel pieno di un processo creativo. Stanno costruendo un personaggio controverso, a tratti grottesco, in parte imprendibile: Vittoria Benincasa, leader di un partito di estrema destra candidata alla Presidenza del Consiglio nelle imminenti elezioni. Il modello è forse una figura reale, che non nominano mai, ma il personaggio prende vita a forza d'invenzione. Vittoria sta per affrontare il più arduo volo acrobatico della campagna elettorale: è stata invitata a fare un comizio in uno dei più agguerriti centri sociali di sinistra della capitale. Alla ricerca della verità, forse dell’umanità di Vittoria, i tre attori indagano il suo passato, ripercorrono le tappe decisive della sua formazione: il trauma sentimentale dell’infanzia; la militanza nei movimenti neofascisti; l'incontro con il Presidente e l'ingresso nell'arena della politica vera, fatta di compromessi e giochi di posizione; la costruzione di un nido famigliare alquanto sinistro. Mentre Massimo snocciola le tappe di una carriera infallibile per scaltrezza e trasformismo politico, Tullio cerca un'immedesimazione più empatica e viscerale, si avvicina al corpo del Capo. Martina ora recalcitra ora s'infervora, esprime le sue riserve etiche - non starà venendo fuori un po' troppo eroica? - e mentre s'interroga sull'autenticità del personaggio, ne avverte il fascino e il pericolo. Intanto Vittoria cresce e prende potere, un po' cattiva da fumetto un po' villain shakespiriano, il mondo attorno a lei è a tinte acide, luci spettrali, sboccato, cupo. Pian piano anche gli attori oltrepassano una linea e perdono la bussola. L'immaginario comincia a contagiarli.
Al comizio finale, ogni parola ha un peso specifico e Vittoria conosce l’ostilità di questo pubblico. Indora la pillola e trova le soluzioni: non esiste né destra né sinistra. Solo le cose giuste da fare. Il suo discorso è un apice di falsa coscienza e manipolazione retorica, ogni astuzia imparata negli anni trova il suo posto e colpisce al cuore. Per l'ultimo travestimento usa tutta se stessa. Il comizio si chiude tra gli applausi. Massimo e Tullio pronosticano una vittoria del 90%. Martina è sfinita, chiede di restare sola. Non è convinta, Vittoria le sfugge ancora. Eppure era così vicina. Troppo. Tanto vicina da riprendersi il corpo dell’attrice per tornare al microfono e tuonare il vero discorso di Vittoria, un proclama senza più nulla di ridicolo o di compromissorio, senza più nulla di umano. Qui cade la satira, le risate finiscono con un groppo in gola.

Lo spettacolo ha vinto una Menzione Speciale per la migliore attrice (Martina Carpino), al premio Nuove Sensibilità 2.0 del Teatro Pubblico Campano e il premio del pubblico al Festival Inventaria 2019. Il testo è risultato vincitore al premio L'Artigogolo nella sezione 'drammaturghi esordienti ed è stato pubblicato dalla casa editrice ChiPiùNeArt.


Generi: Prosa

Tags: Vittoria, Politica, Satira, Fascismo, Biofiction

Altri crediti: aiuto regia Dario Postiglione | luci Sebastiano Cautiero | scene Carmine De Mizio | costumi Federica Terracina | comunicazione Agnese Ferro


Produzione: Teatro di Napoli - Teatro Nazionale | Casa del Contemporaneo

File scaricabili:
IMG_0551.jpg
IMG_0577.jpg
IMG_0679.jpg
PREFAZIONE.EDOARDO.ERBA.pdf

Per visualizzare il video integrale devi essere registrato come operatore o teatro e aver eseguito l'accesso.

Per visualizzare la scheda tecnica devi essere registrato come operatore o teatro e aver eseguito l'accesso.

Il collettivo BEstand nasce nel 2018 con l’obiettivo di proporre un teatro politico che indaghi l’immaginario collettivo e metta in discussione il contemporaneo e le sue forme. Agnese Ferro, Giuseppe Maria Martino e Dario Postiglione si conoscono durante il Master in drammaturgia e sceneggiatura presso l’ANAD Silvio d’Amico.
Si sperimentano in alcune pratiche teatrali negli spazi dell'Accademia e fuori. Poco dopo incontrano Sebastiano Cautiero (disegnatore luci e fotografo) con il quale il collettivo comincia un percorso di collaborazione professionale e umana. Insieme si impegnano a realizzare progetti per condividere alcune domande sul presente attraverso un linguaggio contemporaneo che si esplica non tanto nella forma, quanto nelle pratiche. Al momento il collettivo lavora a tre progetti:
Dov’è la Vittoria
Lo spettacolo, scritto da Agnese Ferro, Giuseppe Maria Martino e Dario Postiglione, con la regia di Giuseppe Maria Martino, è prodotto dal Teatro Stabile di Napoli Mercadante-Teatro Nazionale e da Casa del Contemporaneo di Napoli. "Dov'è la Vittoria" ha vinto una Menzione Speciale per la migliore attrice, la protagonista Martina Carpino, al premio Nuove Sensibilità 2019 del Teatro Pubblico Campano e il premio del pubblico al Festival Inventaria 2019. Il testo dello spettacolo è risultato vincitore al premio “L'artigogolo” nella sezione 'drammaturghi esordienti' ed è stato pubblicato dalla casa editrice ChiPiùNeArt. Inoltre lo spettacolo è risultato finalista al Premio Nazionale delle Arti 2018 nella sezione Premio Marchesini.

Mare Anarchico. Trilogia della nuda vita
Progetto di ricerca curato da Giuseppe Maria Martino e Lauraluna Fanina. Dario Postiglione occupa il ruolo di dramaturg. La prima fase del processo di ricerca teatrale è stata coronata con la scrittura del testo “nomoS&Mare”, vincitore del Premio Nazionale delle Arti (PNA) 2018, nella sezione drammaturgia. Da questo momento inizia la collaborazione con il drammaturgo Roberto Cavosi, il quale diventa relatore di una tesi su una trilogia di Mare Anarchico presso l’Accademia Nazionale Silvio d’Amico. La seconda fase inizia con la partecipazione al bando RICERCA PERMANENTE presso Teatro Studio Uno a Tor Pignattara (Roma), il quale ci seleziona per una residenza di 12 mesi dal mese di ottobre 2018. Da questo processo prende forma “De-Siderale”, II atto della trilogia, attualmente prodotto da Teatro Studio Uno e co-prodotto dal Casa del Contemporaneo con il sostegno di Ex Asilo Filangieri.

DESASSOSSEGO
Progetto site-specific, in fase embrionale, a cura di Giuseppe Maria Martino e Claudia Veronesi, che coinvolge Dario Postiglione e Sebastiano Cautiero, rispettivamente come dramaturg e fotografo e disegnatore luci. Il lavoro indaga lo iato tra lo stato di inquietudine e le manifestazioni di irrequietezza attraverso un approccio nomade (secondo la definizione di Bruce Chatwin) al lavoro artistico.