Regia: Roberto Andolfi
Drammaturgia: Annarita Colucci
Attori: Dario Carbone, Annarita Colucci, Valeria D'Angelo, Anton De Guglielmo
Altri crediti: Operatore Live Michele Galella; aiuto operatore Andrea Martella con il sostegno di Teatro Biblioteca Quarticciolo
Parolechiave: micromanipolazione, immersivo, poetico, mani, cinema
Produzione: Illoco Teatro
Anno di produzione: 2021
Genere: Teatroragazzi (5-99) Figura Performance
U-MANI è un racconto poetico che attraverso la storia di due protagonisti (una bambina e un gabbiano) e delle loro avventure, ci racconta di amore, fantasia, limiti e paure.
U-MANI è uno spettacolo teatrale e cinematografico eseguito e miscelato dal vivo. Sul palcoscenico tutto questo è a vista, mentre un maxischermo proietta direttamente le riprese fatte sulla scena. Il pubblico osserva la camera da presa che si muove tra i vari set allestiti in scena proiettando tutte le scene dal vivo (sullo schermo non va in scena nulla che non stia accadendo in quel momento sul palco), vede gli allestimenti che si spostano, le luci che creano l’atmosfera, il fumo che viene dalle sigarette elettroniche fumate sul palco e che avvolge la micro-scena.
Uno spettacolo che accompagnerà i bambini, ma anche gli adulti, in un mondo poetico in cui la lente dell’obiettivo arriva in quel punto in cui l'infinitamente piccolo e l'infinitamente grande si incontrano.
La storia parte da un avvenimento: Clara, la bambina protagonista, non può più guardare la televisione perché qualcuno ha rotto i fili dell’antenna. Questo avvenimento le toglie una distrazione quotidiana e le permette di entrare in contatto con quello che la circonda in maniera diversa, persino di sentire la voce di un gabbiano che ogni giorno vola intorno alla sua casa. Tutti quei rumori e quelle distrazioni che le davano un’immagine della realtà non sua si spengono e quello che all’inizio sembra essere un dramma si trasforma nell’opportunità di vivere avventure e emozioni insospettate. Nel silenzio potrà essere la destinataria di una missione: aiutare due insoliti amanti a ricongiungersi. Con l’aiuto del gabbiano, Clara sfiderà le leggi della fisica e dell’astronomia e cercherà in numerose avventure di acchiappare una stella cadente. Nel finale, sull'orlo del fallimento, Clara capirà che se smette di immaginare quei mondi si sgretolano e regna solo uno schermo nero. Sarà il gabbiano a farglielo capire svelandole la sua vera identità. La stessa esperienza la proverà il pubblico: della scena finale non sentirà che i suoni. Davanti allo schermo nero non potrà far altro che immaginare.
L’universo di Clara, però è un universo fatto di mani, lei stessa è una mano. Sono le mani e le dita gli attori della storia. Tra le mani c’è l’universo: case, pianeti, il cielo stellato. Per Clara l’universo è a portata di MANO come quando giocava con suo nonno e tutto, nella semplicità, era possibile. Non sarà forse lui quel gabbiano incastrato"accidentalmente"nell'antenna?
Informazione riservata agli Organizzatori
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