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Liturgia per Hildegarda. La drammaturgia della parola

Europa Teatri

Opera in repertorio

Genere
Prosa
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Regia: Ilaria Gerbella

Drammaturgia: Ilaria Gerbella

Attori: Loredana Scianna

Altri crediti: Musiche originali eseguite dal vivo Patrizia Mattioli Luci Alice Scartapacchio

Parolechiave: Donne, mistica, medioevo, contemporaneo, sacro

Produzione: Europa Teatri

Anno di produzione: 2018

Genere: Prosa

Hildegarda di Bingen (1098- 1179) religiosa Benedettina, mente straordinaria per forza e energia, scrisse moltissimo e in base alle sue opere può essere considerata profeta, poetessa, drammaturga, musicista, esperta in fisica e in morale politica.

Con la sua profonda sensibilità sapienziale e profetica fissa lo sguardo sull’evento della rivelazione, ma è attraverso la sua cosmologia che ella arriva ad interpretare tutta la vita come un’armonia, l’universo intero per lei è formato da un’unica e sublime sinfonia



Il suo linguaggio è caratterizzato da uno stile originale ed efficace, ella ricorre volentieri ad espressioni poetiche dalla forte carica simbolica, con folgoranti intuizioni, incisive analogie e suggestive metafore.



In Hildegarda l’alchimia, la scienza, la musica e il misticismo sono legati in una visione del mondo unica tra micro e macro cosmo.

Le sue visioni vivide e simboliche portano inevitabilmente ad una riflessione sulla vita spirituale legata imprescindibilmente al mondo circostante, ma non solo Hildegarda ci restituisce uno sguardo profondo e delicato sulla donna.



In scena un’attrice a dare voce alla potenza simbolica e arcaica della parola di Hildegarda, una musicista/compositrice a tessere la via sonora.



La drammaturgia della parola si sviluppa partendo dai manoscritti di Hildegarda per giungere a testi inediti scritti appositamente per la scena.

Il componimento su cui si concentra la ricerca è la prima delle tre opere teologiche a cui Hildegarda affida la sua visionarietà e la sua mistica, lo Scivias.



Il motore dello spettacolo è il dubbio che percorre l’esistenza di Hildegarda e di ogni essere umano, il mistero della rivelazione e l’angoscia dell’accettazione del proprio destinoHildegarda di Bingen (1098- 1179) religiosa Benedettina, mente straordinaria per forza e energia, scrisse moltissimo e in base alle sue opere può essere considerata profeta, poetessa, drammaturga, musicista, esperta in fisica e in morale politica.

Con la sua profonda sensibilità sapienziale e profetica fissa lo sguardo sull’evento della rivelazione, ma è attraverso la sua cosmologia che ella arriva ad interpretare tutta la vita come un’armonia, l’universo intero per lei è formato da un’unica e sublime sinfonia



Il suo linguaggio è caratterizzato da uno stile originale ed efficace, ella ricorre volentieri ad espressioni poetiche dalla forte carica simbolica, con folgoranti intuizioni, incisive analogie e suggestive metafore.



In Hildegarda l’alchimia, la scienza, la musica e il misticismo sono legati in una visione del mondo unica tra micro e macro cosmo.

Le sue visioni vivide e simboliche portano inevitabilmente ad una riflessione sulla vita spirituale legata imprescindibilmente al mondo circostante, ma non solo Hildegarda ci restituisce uno sguardo profondo e delicato sulla donna.



In scena un’attrice a dare voce alla potenza simbolica e arcaica della parola di Hildegarda, una musicista/compositrice a tessere la via sonora.



La drammaturgia della

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