Regia: Andrea Robbiano
Drammaturgia: Andrea Robbiano - Marta Mantero
Attori: Marta Mantero
Other credits: Scenografia - Francesca Mazzarello
Organizzazione e distribuzione - Piero Carosio
Key words: Digitale, bullismo, interattivo, Social network, Cyber Bullismo
Production: Naif Teatro
Year of production: 2025
Theatrical genre: Prose Performance
Public Baby è la storia di Chiara.
Una giovane ragazza che sta provando a fare dei social-network il suo lavoro.
Un lavoro per cui investe la sua creatività, la sua ironia, il suo punto di vista sul mondo e, naturalmente, la sua vita.
La sua giornata inizia ad essere scandita dalla produzione di contenuti che possano coinvolgere il pubblico nella ricerca febbricitante di interazioni virtuali che aumentino la sua visibilità.
Ed è in questo modo che la vita di Chiara, lentamente, diventa un piccolo reticolo le cui pareti sono le sue parole, le sue foto e i suoi post.
E’ proprio dentro questa struttura metaforica che abbiamo materializzato in scena che troveremo la protagonista del nostro spettacolo. Una minuscola stanza semi-trasparente abitata da Chiara e illuminata da tutta la sua produzione web. Gli input creativi dai quali viene attraversata si proiettano sulle pareti della stanza disegnando un ambiente che riflette sia l’apparenza che l’interiorità più intima dei suoi pensieri in una lotta vorticosa tra immagine e identità che condurrà la protagonista fino al bordo di una scelta drastica.
Deus ex machina del racconto è il pubblico.
Il pubblico che, attraverso un’applicazione, può commentare in diretta i post di Chiara ed essere carnefice di questa esposizione, compartecipando quindi ad una versione virtuale della performance “Public Body” di Marina Abramovic.
La platea diventa quindi il secondo personaggio di questa messa in scena, dando un contributo reale all’azione, e nello stesso tempo ha la possibilità di vedere dal vivo le conseguenze che le proprie parole scritte possono avere sulla vita di Chiara.
In questo modo il dislivello percettivo tra schermo e realtà viene appianato rendendo manifesta la tragicità del contrasto tra le due facce del conflitto.
Da una parte l’influencer Chiara, determinata e combattiva, dall’altra la donna Chiara, fragile e tormentata da questa dualità penetrante.
I primi passi per la realizzazione dello spettacolo sono stati mossi nel primissimo lock-down con un pubblico in remoto selezionato che ha reso manifeste alcune dinamiche cicliche del conflitto virtuale. Attraverso i progetti “Fuori dagli schermi” e “Oltre lo schermo” realizzati rispettivamente nelle province Siciliane e in quelle Calabresi abbiamo raccolto ulteriori contributi da parte dei ragazzi nella fascia di età 11-17 che hanno arricchito e ampliato lo spettro di possibilità di racconto utili all’efficacia dello spettacolo.
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