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May be empty

Materiaviva
Regia: Roberta Castelluzzo
Drammaturgia: Roberta Castelluzzo
Attori: Carole Madella
Trailer: Link
Anno: 2018
“May be empty” si sviluppa in uno spazio vuoto. Poco alla volta le clave lo riempiono ridisegnandolo. Il vuoto stesso diviene metafora dello spazio mentale in cui avviene la creazione, in un flusso di pensieri e azioni che si sviluppano in maniera tanto irrazionale quanto intima, davanti allo spettatore chiamato ad assistere ad un atto creativo privato. La luce è intesa come elemento solido. L'ombra non è solo assenza di luce ma luogo in cui l'azione acquista un diverso significato rispetto al reale. Lavoriamo solo con le clave, seguendo gli impulsi di un gioco che ci incanta, ci ipnotizza, seguendo le forme che le clave disegnano man mano che riempiono lo spazio. Lavoriamo con la luce, non per la sua funzione base di illuminare ma come elemento solido, capace di creare altri luoghi, di portare l'attenzione lontano dal concreto e spostarci in un ambito immateriale dove ci sembra di poter vedere meglio il pensiero stesso. L'immagine nell'ombra appare e scompare, quasi illusione, si stacca dal corpo, sembra voler seguire un proprio flusso. Lo spazio passa da vuoto a pieno. Lo spettacolo ne racconta la trasformazione, il processo di accumulo che riempie il vuoto. Un po' alla volta lo spazio diviene pieno, pieno di clave, pieno di pensieri, di emozioni, di luce. Il vuoto e il pieno sono in fondo identici, spessore e sostanza dello spazio, e forse il pieno è un nuovo inizio.
“May be empty” è lo spazio in cui si muovono i pensieri. Scorrono al ritmo marcato dalle clave. Il buio maschera la verità, la luce mostra l'illusione. La concentrazione riempie il vuoto che precede l'atto creativo.
“May be empty” è l'istante presente in cui avvengono le decisioni. La giocoleria decodifica il pensiero e lo trasforma in azione. “May be empty” è la domanda sussurrata all'orecchio dello spettatore. E' accaduto davvero?

Altri crediti: Giovanni Modonesi - disegno luci

Produzione: Materiaviva

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La compagnia Materiaviva riunisce dal 1992, anno della sua prima fondazione, l’esperienza di performers provenienti da danza, acrobatica, teatro, arti circensi. Attraverso un training fisico e teatrale costante, si è delineata negli anni un’idea di spettacolo che ha come prioritaria l’idea di utilizzare i corpi, la luce e gli strumenti stessi, per portare in scena racconti ed emozioni e mai la pura tecnica. Questa visione della messa in scena viene trasmessa agli allievi che frequentano i corsi di teatro e tecniche circensi tenuti dalla Compagnia in diverse sedi, tra cui il Teatro Furio Camillo di Roma. Dalla ricerca della fusione tra teatro e tecniche circensi nascono performance propriamente definibili come circo contemporaneo e teatro di contaminazione. Con la compagnia collaborano artisti di Circo teatro provenienti da diversi circhi e realtà teatrali europee, con un costante scambio di competenze e attività creative e formative.