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REQUIEM FOR PINOCCHIO

leviedelfool

Genere Teatroragazzi (13-99) Performance Altro
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Regia: Simone Perinelli

Drammaturgia:

Attori: Simone Perinelli

Altri crediti:

Parolechiave:

Produzione:

Anno di produzione: 2012

Genere: Teatroragazzi (13-99) Performance Altro

C'era una volta un pezzo di legno. E dico "c'era" perché ora non c'è più.
...E così Pinocchio, da burattino divenne bambino. Qualcuno gridò: Che Peccato!
Nel dare voce al famoso burattino, abbiamo lavorato cercando di immaginare un possibile percorso che desse un seguito alla favola stessa raccontando la vita che Pinocchio "vivrà" nel mondo reale. Pinocchio diventa così un pretesto, uno sguardo preso in prestito dal quale osservare con occhio limpido, infantile e ribelle il mondo che ci circonda e la vita che affrontiamo quotidianamente. Così ci siamo concessi questa chiave di lettura per andare più a fondo nell'affrontare le tematiche del lavoro totalizzante e precario, dell'emancipazione, della mercificazione del tempo e dell'essere, dell'anestesia dei sogni e del consumismo di ennesima generazione per operare un'analisi attenta e reattiva rispetto ad un quesito significativo della vita: cosa significhi essere umano?
Il burattino diventato umano suo malgrado si stacca dalla classica messa in scena del testo di Collodi, per destreggiarsi nel nostro mondo dove la favola non è che un lontano ricordo, una delle tante versioni dei fatti.
REQUIEM FOR PINOCCHIO - La scoperta dell'Esistenza è il punto di partenza di una riflessione sviluppatasi poi in una trilogia, la Trilogia dell'Essere, che articolandosi in altri due capitoli attraverso i monologhi MACARON - La R-Esistenza e LUNA PARK - Do You Want a Cracker? vuole essere un tentativo di indagare i meandri dell'esistenza attraverso i temi cari all'esistenzialismo ed in particolare al pensiero e all'opera di Albert Camus.
Sinossi
Un processo.
Il giudice: “Signor P, questa corte le attribuisce le accuse suddette e le domanda: come si dichiara l’imputato?”
Pinocchio: “Innocente, Vostro Onore! Ho poi... avrei anche una richiesta: vorrei giustappunto tornare burattino!”
“Di conseguenza Vostro Onore, approfitterei dell’udienza per chiedere di tornar allo stato naturale delle cose, ché, senza offender nessuno voler, da essere umano proprio non mi trovo. Poiché da burattin mai nessuno mi disse che divenir bambin significasse crescer, diventare ometto, uomo, vecchio poi morire. Ma la morte niente poi sarebbe, se non fosse che nel bel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai a dover lavorar per campare e la via della felicità s’è smarrita!
Quindi, a prescindere da quel che sarà la sentenza, vi dico che questo vostro viver si chiama sopravvivenza. Preferisco faticar per uscir da una balena, che non per esser libero un sol giorno a settimana, ché non mi bastan 4 giorni al mese per vivere la vita, quindi la lascerei a voi questa fatica e non perché sia tipo da battere la fiacca, no, ma stavo meglio col cappio al collo che col nodo di cravatta. Se non dispiace Vostro onore tornerei alle mie peripezie, piuttosto il paese dei balocchi, ma non quello delle lotterie!
Quanto alle accuse, tutto iniziò così... C’era una volta... No! C’era una notte...”

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