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Le Marin Perdu: un autopsia della memoria

Poetic Punkers

Play in the repertoire

Theatrical genre
Dance theatre Performance
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Regia: Natalia Vallebona/ Faustino Blanchut

Drammaturgia: Faustino Blanchut

Attori: Natalia Vallebona e Faustino Blanchut con arrangiamento musicale live a cura di Maxime Pichon.

Other credits: Sostenuto da
- Hangartfest 2019
- Micadanses Paris
- La Bergerie de Soffin
- Pierino Ambrosoli Foundation
- Festival Onze Bouge
- Komm Tanz - Abbondanza/Bertoni
- Teatro della Tosse

Vincitore dei Premi
- Mouvement Contemporaine/ Micadanses 2018 Parigi - Premio Expolis 2019
- Finalista al Premio delle Arti 2019 , Residenza Idra, Brescia
- Expolis 2019
- Lokin Out 2022

Key words: Poetic Punkers, Teatro Fisico, Teatro contemporaneo, Teatro Danza, Performance

Production: Poetic Punkers

Year of production: 2019

Theatrical genre: Dance theatre Performance

LE MARIN PERDU

un duo di teatro fisico di e con Natalia Vallebona e Faustino Blanchut - Collettivo Poetic Punkers- con arrangiamenti musicali Live a cura di Maxime Pichon.



“La nostra memoria è la nostra coerenza, la nostra ragione, il nostro sentimento, persino il nostro agire. Senza di essa non siamo nulla”.

In un mondo ossessionato dalla presenza e dall’affermazione del proprio IO la memoria è ciò che ci tiene ancorati al presente, la nostra bussola. Cosa succede se si perde la memoria? Il ricordo fugace crea una realtà ossessiva e estemporanea dai toni a volte umoristici, a volte molto pietosi e dolorosi.



Liberamente ispirato a “l’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” di Oliver Sacks, Le Marin Perdu affronta un’autopsia della memoria , un viaggio onirico spaventoso, ma anche estramamente poetico, dove ogni ricordo che si palesa è un momento inconfutabile della realtà.



«  Se un’uomo ha perso un’occhio o un braccio, sa che ha perso un’occhio o un braccio;

ma se ha perso se stesso, non può saperlo, perché non c’é nessuno a cui può chiederlo. »

-L’uomo che scambiò la sua moglie per un cappello- Oliver Sacks.

Le Marin Perdu



In questo capitolo Oliver Sacks racconta la storia di un suo paziente che è bloccato nel presente, in conflitto fra un passato che ritorna ossessivamente e un futuro che non può esistere. La ricerca artistica inizia con la volontà di tradurre un materiale SCIENTIFICO e NEUROLOGICO in linguaggio SCENICO e POETICO.



Natalia e Faustino vivono in maniera NOMADE da diversi anni, senza mai stabilirsi veramente in un luogo. Questa esperienza crea una sensazione di SMARRIMENTO che li porta a porsi la seguente domanda: che cosa non possiamo dimenticare per ricordarci chi siamo?

La memoria è un dato di fatto! Sapere chi siamo, da dove veniamo e dove stiamo andando ci ancora al presente, ci fa identificare fra la folla.

Natalia e Faustino mettono in scena la perdita della memoria attraverso una scrittura fisica e teatrale che oscilla fra la dimensione tragica dell'incubo e la poesia dell'onirico.

La mancanza della memoria crea una realtà secondaria che può essere molto poetica e magica, ma crea anche un dramma assoluto, un incubo spaventoso e molto toccante che parla di solitudine.



Natalia e Faustino creano GRAZIE AL CORPO, la storia di un uomo che lotta per non perdere continuamente i suoi ricordi.

Lo spettacolo racconta sul palco il presente di un uomo smarrito, che fluttua tra i pezzi sparsi del puzzle della sua memoria. Tra momenti di lucidità e improvvise dimenticanze, egli viaggia senza conoscere la sua destinazione o il punto di partenza.



Al confine tra teatro fisico e performance gli attori si esprimono con una motricità dell’incongruenza dove la sequenza dei movimenti e del testo creano una danza, una danza della mente.



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