Regia: Claudio Zappalà
Drammaturgia: Claudio Zappalà
Attori: Chiara Buzzone, Federica D'Amore, Totò Galati, Roberta Giordano, Pierre Jacquemin
Altri crediti: Produzione Barbe à Papa Teatro Coproduzione G273 Produzioni Realizzato con il contributo di Residenza artisti nei territori “Hotspot – Stato d’emergenza”, Reggio Calabria, Mibact, Regione Calabria Realizzato con il contributo di Residenza artisti nei territori “Hotspot – Stato d’emergenza”, Reggio Calabria, Mibact, Regione Calabria Vincitore del bando Residenza Bellandi 2019 Vincitore al Milano Off Fringe Festival 2019 Selezione Crash Test Festival 2019 - Collisioni di teatro contemporaneo Menzione speciale al Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2018 – Accademia Nico Pepe
Parolechiave: Barbe à Papa Teatro , Il coro di Babele , compagnia under 35 , Performance
Produzione: Barbe à Papa Teatro
Anno di produzione: 2019
Genere: Teatroragazzi (14-18) Prosa Teatrodanza Performance
Il coro di Babele è uno spettacolo teatrale che – alternando il linguaggio della narrazione a quello della performance – affronta il tema della migrazione di giovani italiani che lasciano i propri paesi per raggiungere le grandi città, mete ormai note nel nostro immaginario. Una migrazione che sradica le radici ben piantate nella terra d’origine per trapiantarle in una nuova terra, straniera.
Attualmente sono quasi 5 milioni gli italiani che hanno deciso di trasferire la loro residenza all’estero, senza contare tutti i giovani che, sfuggendo alle statistiche ufficiali, cercano fortuna a Londra, Parigi, Berlino, e in moltissime altre città d’Europa e del Mondo, tutte città che chiameremo con un unico nome: Babele, la città simbolo di questo fenomeno migratorio nazionale e generazionale.
Il coro di Babele è il racconto di tante voci che tessono un’unica storia. Cinque racconti di altrettanti migranti che viaggiano nei voli low cost. È un canto melanconico e nostalgico, ma anche divertente e irriverente. È la storia di chi vive a Babele. È la storia di chi lascia una casa per cercarne un’altra. Ognuno di questi migranti s’interroga sulla propria vita, sulle scelte fatte e su quelle rimandate, sulle priorità e sui compromessi. E in questo migrare di corpi e di anime le storie si intrecciano e si confondono, come le lingue, gli amori, i drammi, le gioie, la malinconia, la voglia di conoscere, il desiderio di tornare. Alcuni restano, altri tornano, altri ancora continuano a errare nella ricerca di una nuova terra da poter chiamare casa.
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