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Ubu re

Skenè Company Milano

Play in the repertoire

Theatrical genre
Prose
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Regia: Omar Nedjari

Drammaturgia: Omar Nedjari

Attori: Sergio Longo; Marika Pensa; Enrico Ballardini

Other credits: Scene e costumi- Marina Conti
Assistenti alle scene - Marika D'Abronzo, Marco Mallia, Luca Ausili e Giorgia Menegotto
Musiche - Paolo Tortiglione
Assistente alla regia e direttore tecnico - Michele Iuculano
Prodotto con il contributo di ARCUS - Università degli Studi di Milano

Key words: Potere, farsa, cibo, violenza, media

Production: Skené Company Milano

Year of production: 2019

Theatrical genre: Prose

Ubu Re.

Il testo tanto amato da Artaud è una crudele e dionisiaca rappresentazione del

potere. Ubu il più vigliacco, rozzo e volgare dei sudditi si è messo in testa di diventare

re. Incoraggiato dalla moglie a compiere i più atroci delitti per arrivare alla corona

riuscirà a eliminare i suoi nemici, prendere il potere e finalmente sfruttare il popolo

per i propri interessi. Sembra incredibile... eppure accade!

In questa messa in scena, con solo tre attori a rappresentare tutti i personaggi che

animano la grottesca (a tratti esilarante) commedia di Jarry, si cercherà di riflettere

su come il consenso, il desiderio e il potere siano oggi inconsistenti, manipolabili e

virtuali. In questa versione drammaturgica del testo di Jarry Madre Ubu convince

Padre Ubu a massacrare il re e la famiglia reale per prendere il potere, ma lo fa solo

per assecondare il proprio amante: il capitano Bordure, uomo dal multiforme aspetto

che è in realtà proprio il figlio di re Venceslao. Il suo piano è semplice: liberarsi del Re

Padre, lasciare che Ubu governi in tutta la sua ferocia e finalmente tornare acclamato

dal popolo che lo esalterà come liberatore. Madre Ubu lo aiuta aspettandosi di regnare

al suo fianco, ma non c’è posto per la sua bestialità, come non c’è posto per quella di

suo marito: la nuova dittatura dovrà essere una morbida parodia della democrazia.

La scena è una cucina ad isola, circondata da specchi che riflettono l’immagine distorta

di Madre Ubu e Padre Ubu. Gli specchi stessi si trasformeranno in schermi televisivi

che proietteranno i servizi del telegiornale, le immagini dei nobili da decervellare, le

interviste al re prima della congiura!

Gli abiti degli attori saranno anch’essi una deformazione di abiti alla moda – troppo

grandi per Madre Ubu, troppo stretti per Padre Ubu. Bordure è invece un florilegio

di travestimenti dai più credibili ai più ridicoli.

L’irresistibile ascesa di Ubu, la parabola di trionfo e sconfitta, gli intrighi e le barbarie,

avviene tutto semplicemente in cucina, dove Madre Ubu apparecchia e Padre Ubu...

mangia.

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