Regia: Francesca Merli
Drammaturgia: Camilla Mattiuzzo
Attori: con Davide Pachera e Laura Serena
Other credits: con Davide Pachera e Laura Serena
drammaturgia Camilla Mattiuzzo
regia Francesca Merli
movimenti scenici Elena Boillat
sound design Federica Furlani
dramaturg Francesca Garolla
scene Chiara Bonomelli
costumi Camilla Marino
light design Isadora Giuntini
locandina Ehsan Merhbakhsh
Una produzione di DOMESTICALCHIMIA con il sostegno della Fondazione Claudia Lombardi per il Teatro e Campo Teatrale.
Progetto vincitore del bando Testinscena 2019
Key words: un vuotino, il vuoto del mio cuore, il vuoto di te, psicologia, perversione, coniglietti rosa, normalità?
Production: Una produzione di DOMESTICALCHIMIA con il sostegno della Fondazione Claudia Lombardi per il Teatro e Campo Teatrale
Year of production: 2019
Theatrical genre: Prose
I sonnambuli sono coloro che vivono addormentati: mangiano, lavorano, si riproducono, parlano… senza mai aprire gli occhi. Lui e Lei (una coppia senza nome) vivono insieme nel segno dell’amore. Sono giovani ma sul filo del rasoio, in altre parole, tra pochi anni non lo saranno più. Ciò che li accomuna è un’insoddisfazione cronica nei confronti della vita, sempre troppo arida di eventi e prospettive nei loro confronti. Per esorcizzare le giornate che si ripetono sempre uguali, i due mettono in piedi delle vere e proprie “rappresentazioni”, che vanno dalla coreografia danzata andando perfettamente a tempo, alla messa in scena di situazioni di ogni sorta, ai tentativi di suicidio simulati (in realtà neanche troppo simulati). A rendere il tutto ancora più complicato, ci pensa l’inquilino che vive nel seminterrato, un misterioso personaggio che ogni giorno, puntualmente, produce un rumore insopportabile al quale i due non riescono a dare una spiegazione. E sarà proprio questa presenza disturbante a risvegliare in Lei il ricordo di un evento traumatico che la porterà a compiere un gesto inaspettato.
“Sonnambuli” è un lavoro che prova a indagare alcune sfaccettature della perversione contemporanea. In una relazione a due così intensa e profonda, dove i personaggi fanno di tutto pur di non affrontare il fallimento della separazione, vengono a galla i nodi che impediscono alla coppia di trovare la propria dimensione di normalità. Cos’è, allora, davvero perverso? I tentativi fantasiosi che i due mettono in atto pur di andare avanti, o l’accanimento disperato nel voler a tutti i costi restare uniti, fare uno, quando in realtà le contingenze richiederebbero di prendere una decisione più coraggiosa? Fino a che punto si è disposti a farsi del male per non cadere nella “trappola” dell’addio?
I linguaggi che, insieme, vanno a costruire la rappresentazione, sono molteplici. Già nella drammaturgia sono presenti diversi piani. La struttura di base è quella tipica del genere noir, sulla quale, però, vanno man mano a inserirsi elementi di commedia. Questo fa sì che lo spettacolo sia, nel suo insieme, un ibrido, dove si può ridere del dramma e spaventarsi per il gioco perverso attuato dai due. L’utilizzo delle coreografie e dei movimenti di scena è un elemento centrale della rappresentazione, così come la costruzione sonora degli spazi interiori dei personaggi. Anche lo spazio scenico vuole rappresentare più un ambiente mentale che uno spazio realmente vissuto, molte scene, infatti, sono concepite come delle soggettive dove il personaggio guida lo spettatore attraverso il suo personale punto di vista.
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