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Una Tempesta_Partitura di suoni movimenti e parole intorno a La Tempesta di William Shakespeare

vernicefrescateatro
Regia: Rossella Massari
Drammaturgia: Liberamente Ispirato a: "La Tempesta" di W. Shakespeare”
Attori: Francesca Niespolo Arianna Ricciardi
Anno: 2020
“Non devi aver paura l’isola è piena di rumori, suoni e dolci arie che danno piacere e
non fanno male. A volte sento mille
strumenti vibrare e mormorarmi alle
orecchie, e a volte voci che, pur se
mi sono svegliato, dopo un lungo
sonno, mi fanno addormentare di
nuovo. E poi, sognando, vedevo
spalancarsi le nuvole e apparire
ricchezze pronte a cadere su di me,
così, svegliandomi, piangevo per
sognare ancora”
È da queste parole di Calibano
che muove i suoi passi la nostra tempesta, tutta da ascoltare, col cuore
spalancato e la mente pronta a sognare quello che non vendiamo ma che
forte riusciamo a sentire.
Una musica che scaccia il silenzio e conduce la Tempesta dentro le nostre
orecchie. Perchè la tempesta non appartiene solo al mare, ma a tutti gli
abitanti dell’isola di Prospero. Tempestoso è il suo potere. Tempestoso è il
viaggio di Ferdinando per giungere all’amore mai provato prima. Tempestoso
è il temperamento di Calibano e di Ariel. Tempestoso è tutto il mondo, fuori e
dentro l’isola, con i suoi giochi d’amore e potere nel loro ripetersi.
E allora la corda che delimita lo spazio scenico può essere oltrepassata, la
quarta parete si può rompere e la narrazione col pubblico diventa più
immediata. E le domande dei personaggi diventano le domande del pubblico,
cosa faremmo noi se…
Prospero, Miranda, Ariel, Ferdinando, Calibano e tutti gli altri guidano lo
spettatore in questo adattamento che non tradisce il linguaggio del bardo
londinese e che cerca di rispettarne parole e significati. La narrazione è quasi
sempre accompagnata dalla musica: quella prodotta dai diversi strumenti
suonati in scena, ma anche quella generata dalla voce umana, dal canto, dal
respiro.

Altri crediti: Disegno luci: Nicola Mariconda (n.1 tecnico)
Oggetti di scena: Giovanni Spagnuolo
Foto di scena: Lucia Lippiello, Mauro Frojo


Produzione: Vernicefresca Teatro

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    Il teatro non è solo un posto fisico, non è solo un’arte, non è solo una pratica. Il teatro è il luogo della condivisione con l’altro. Il luogo dell’incontro. È questa la nostra idea, è questo ciò in cui crediamo, è questo ciò che siamo. Vernicefresca, una Compagnia Teatrale nata nel 2013. È la passione per un mezzo potente come il teatro che ci ha spinto, ancora giovanissimi, a frequentare il centro di didattica teatrale della nostra città, l’Associazione Vernicefresca, antecedente di sei anni rispetto all’omonima compagnia. Un’esperienza così profonda che ci ha spinti ad approfondire i nostri studi frequentando accademie, corsi, workshop in tutta Italia. Poi ci siamo rincontrati. I rincontri sono tacche che gli artigiani praticano su vari pezzi di un lavoro per verificare che combacino. Noi combaciamo ancora.
    Abbiamo “viaggiato” tanto, e ancora oggi continuiamo i nostri studi come singoli artisti e come compagnia, per riportare a casa le esperienze che maturiamo altrove. E la nostra idea di teatro è rimasta la stessa, anche se il nostro linguaggio matura e muta ad ogni spettacolo.
    Il teatro è il luogo della condivisione con l’altro. È un mezzo potente e prezioso, specchio e strumento di analisi del mondo in cui viviamo. Un mondo che cambia, continuamente. Allora anche noi non ci fermiamo e continuiamo ad esplorare linguaggi e poetiche pur conservando la nostra idea di teatro. Da questo modo di vedere le cose, dall’urgenza e dalla necessità di invitare a riflessioni e non a soluzioni si è sviluppato il nostro teatro civile, come una lente d’ingrandimento, una finestra sul mondo. La propensione al movimento e all’azione, piuttosto che alla parola, in gran parte dei nostri spettacoli deriva invece dalle attitudini dei singoli membri della compagnia. Desiderio di condivisione, sviluppo di tematiche civili, propensione al movimento e all’azione sono proprio gli ingredienti della nostra ricerca.
    HO.ME racconta dell’attuale quanto grave problema dell’accoglienza in chiave intima e spietata, è risultato vincitore della III Edizione del Bando AMAPOLA R-esistenze Creative della FE - Fabbrica dell’Esperienza, partecipante al KulturFestival Italia di Heidelberg e meritevole della segnalazione Beyond Borders? del Premio Hystrio - Scritture di Scena 2018 per la drammaturgia di Valentina Gamna.
    Donne che corrono, Qualcosa non ha funzionato, Comete, indagano tutti le dinamiche sociali e culturali in cui nasce e cresce la violenza, in particolare quella di genere. Parlarne oggi, in una realtà in cui la rapidità di diffusione delle notizie e la spettacolarizzazione degli eventi sembra cancellarne l’impatto emotivo, diventa ancora più urgente e pressante.
    Oltre al tentativo di scuotere dal torpore la coscienza del pubblico, il teatro che proponiamo vuole portare in scena l’immortalità e universalità dei sentimenti umani. E’ così che sono nati spettacoli come la Matassa e Un uomo piccolo che mostrano al contempo la fragilità e la grandezza dell’essere umano.
    Il nostro interesse per il Teatro Ragazzi è invece in gran parte dovuto all’incontro con Massimiliano Foà, data la sua esperienza maturata in tanti anni insieme a Le Nuvole, teatro stabile di innovazione ragazzi, e Teatrinviaggio. Questo interesse si traduce in varie produzioni (Che Spasso con, Io noi, Frittella e le saporite storie di Natale), in rassegne ed eventi che prevedono la fusione di diversi linguaggi artistici.
    Oggi fanno parte stabile della Compagnia Teatrale: Rossella Massari, Massimiliano Foà, Francesca Niespolo, Arianna Ricciardi, Gerardo De Blasio, Nicola Mariconda, Danilo Berardino, e diversi sono stati maestri con cui abbiamo condiviso alcune tappe nel nostro viaggio, come Giovanni Covini, Guido Nardin, Francesco Silvestri, Fabio Cocifoglia.