Cookie
Questo sito si serve dei cookie di Google per le statistiche anonime e di quelli Youtube e Vimeo per la visualizzazione dei video. Se prosegui la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie.
Leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie.
Chiudendo questo box ne accetti l'utilizzo.

SAMIR

Compagnia Lumen. Progetti, arti, teatro.
Regia: Elisabetta Carosio
Drammaturgia: Roberto Scarpetti
Attori: Gabriele Genovese, Davide Paciolla, Camilla Violante Scheller
Anno: 2019

Jamal è un ragazzo che vive a Tunisi , ha un lavoro fisso alle Poste e non sogna di venire in Italia. Un giorno la notizia della morte di suo zio Samir lo chiama a Genova , dove deve recarsi per sistemare le questioni legate all’eredità. Zio Samir si era allontanato dalla famiglia quando Jamal era molto piccolo per motivi a lui sconosciuti e Jamal non ha un ricordo di lui: dovrà ricostruirlo a partire dalla casa appartenuta a Samir , che si trova in un quartiere elegante di Genova: Castelletto . Gli oggetti raccontano una storia , le case anche. Si apre un mondo di possibilità per Jamal: potrebbe essere bello fermarsi a vivere nella casa dello zio e assaporare l’Europa vista per anni solo in televisione? Il viaggio in Europa sarà per Jamal un viaggio dentro se stesso, attraverso il contatto con le cose appartenute allo zio e alla storia misteriosa di quest’uomo consanguineo eppure sconosciuto. In Italia Jamal conosce una varietà di aspetti del vivere in Europa che non conosceva e non si aspettava e che lo renderanno più adulto alla fine del suo viaggio.
Cambiando angolazione rispetto al lavoro precedente, Falafel Express, Elisabetta Carosio regista e Roberto Scarpetti , drammaturgo , proseguono una felice collaborazione indagando il tema della migrazione e dell’essere stranieri.
NOTE DI REGIA
Dopo lo spettacolo Falafel Express in cui parlavamo di identità e nazionalità, prendendo come punto di vista quello delle seconde generazioni in Italia , con mio Zio Samir vogliamo dare uno sguardo che contraddica gli stereotipi sull’immigrazione. Una storia che metta in discussione prima di tutto il nostro punto di vista su noi stessi aprendo con ironia squarci sulle magnifiche possibilità che dà vivere in Europa, ma anche sulle contraddizioni e gli aspetti grotteschi della nostra burocrazia e della nostra visione dello straniero.
Lo straniero, l’altro , lo sconosciuto, sono sempre la vera frontiera attraverso sui possiamo gettare uno sguardo sulla nostra personale evoluzione come individui e come società.
Jamal fa questo nella storia che raccontiamo e così siamo chiamati a fare noi che la raccontiamo e che la ascoltiamo: entrare in contatto. Per ritrarre i mondi che Jamal attraversa giochiamo coi codici recitativi saltando dal drammatico, al grottesco passando per la narrazione per accompagnare il pubblico tra le sensazioni che il protagonista attraversa nei suoi incontri lungo il viaggio e nei suoi pensieri.
C’è un grande artista del Novecento la cui arte è stata prepotentemente influenzata, cambiata da un viaggio che è lo specchio di quello di Jamal: dall’Europa alla Tunisia. Si tratta di Paul Klee . I colori che scenicamente abbiamo deciso di dare al mondo di questi personaggi si rifanno a sue opere considerando prevalentemente le tonalità degli acquerelli di Tunisi ma allargandosi ad altri periodi. Le musiche sono scelte tra quelle di artisti come Youssef Dhafer, tunisino, e Ibrahim Maalouf, franco-libanese, che operano una fusione tra

Produzione: Compagnia Lumen. Progetti,arti, teatro

Per visualizzare il video integrale devi essere registrato come operatore o teatro e aver eseguito l'accesso.

Spazio scenico
7 larghezza x 8 profondità x min 3,50 altezza

Impianto luci
18 pc 1000
4 sagomato etc
1 par
1pc 500

Impianto audio
Mixer audio collegabile con jack a computer Casse posizionate a fondo palco

Tempo montaggio
Montaggio : 3ore
Smontaggio : 40 min

Referente tecnico
Elisabetta Carosio
compagnialumen@gmail.com
CompagniaLumen nasce dall'incontro di Elisabetta Carosio,regista,e Gabriele Genovese,attore.I due si conoscono grazie alla collaborazione di Civica Scuola Paolo Grassi e Accademia Teatrale Veneta, e insieme presentano U.N.O. al Festival Asti Teatro 2011.Si sperimentano poi nel teatro per l'infanzia e si ritrovano nel 2013 per FIGLI DI CHI,nato da “Nordest”,romanzo noir di Massimo Carlotto e Marco Videtta a cui lavorano assieme a Ivano La Rosa e Carolina Leporatti.Gabriele e Elisabetta portano avanti un percorso comune e autonomo indirizzato,attraverso laboratori e ricerca sul territorio,a fare del teatro uno strumento reale di rapporto con la comunità.Collaborano con Atir e ERT. Obbiettivo prioritario è raccontare la propria generazione con uno stile che le appartenga.
ELISABETTA CAROSIO
Si diploma in Scenografia all'Accademia di Belle Arti di Brera e in Regia alla Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi.Studia con Tatiana Olear,Alessio Bergamo,Kuniaki Ida,Massimo Navone,Maria Consagra,Antonio Pizzicato.Segue come assistente Serena Sinigaglia,Michele Casarin,Roberto Rustioni e Milena Costanzo,Renata Coluccini,Sabrina Sinatti avvicinandosi a Teatro del Buratto,Compagnia Atir,Teatro dell'Elfo.Conduce laboratori di teatro con utenti abili e diversamente abili.Realizza la regia di “U.N.O.”per Festival Asti teatro e di “Con undici occhi”per il festival Art Music Theatre.
GABRIELE GENOVESE
Si laurea in Scienze del Turismo e della comunicazione all'università IULM con una tesi sul Teatro di Narrazione.Lavora diretto da Marcela Serli e Serena Sinigaglia e collabora stabilmente con Atir come conduttore di laboratori.Si diploma all'Accademia Teatrale Veneta.Studia con Karina Arutyunyan,Michele Casarin,Josè Sanchis Sinisterra,Ted Keijser,Gigi Dall'Aglio. Recita in U.N.O. al Festival di Asti e in “C'era una volta” con la supervisione di Gigi Dall'Aglio.É impegnato con ERT nel percorso su Teatro e territorio diretto da Claudio Longhi.
IVANO LA ROSA
Si diploma nel Giugno 2012 presso la Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano,dove studia con Kuniaki Ida,Elisabeth Boeke,MariaConsagra e Maurizio Schmidt.Crea con altri colleghi la compagnia "TintaUnita",con cui debutta con lo spettacolo"Il Generale".Lavora presso ERT nell’“Ifigenia in Aulide”,regia di Marco Plini e in "EuroDaPonteGranMozartTour",regia di Claudio Longhi.Frequenta il laboratorio sul metodo degli "etjude" di Anatoly VASILIEV,tenuto da Giacomo Veronesi e Giovanni Longhin.Lavora con Kitchen Company.
CAROLINA LEPORATTI
Si laurea in Antropologia presso l'Università Ca' Foscari di Venezia.Frequenta la scuola Giovanni Poli del teatro a l'Avogaria di Venezia e si diploma alla Scuola Paolo Grassi nel 2013.Studia con Kuniaki Ida,Elisabeth Boeke,Maria Consagra e Maurizio Schmidt.Collabora con la compagnia Venezia in Scena.Lavora con la direzione di Massimo Navone per il progetto Con-testo del teatro Filodrammatici ed è in scena con A.M.L.E.T. al teatro Franco Parenti di Milano.Collabora con Kitchen