Regia: GIOIA D'ANGELO, MARTINA TESTA
Drammaturgia: TOMMASO FERMARIELLO
Attori: GIOIA D'ANGELOMARTINA TESTA
Altri crediti: DRAMMATURGO TOMMASO FERMARIELLO
TECNICO AUDIO E LUCI ALBERTO MARIA SALMASO
Parolechiave: MAFIA VENETO COLLABORATORE DI GIUSTIZIA DONNE
Produzione: ARCHIPELAGOS TEATRO
Anno di produzione: 2018
Genere: Prosa Altro
“Abbiamo deciso di concentrare le nostre operazioni nel nord-est perché qui il tessuto economico non è così onesto.” Sono queste le parole di Mario Crisci, l’inquietante figura che sta a capo della società Aspide, il gruppo di persone affiliate al clan dei Casalesi, che tra il 2009 e il 2011 misero in ginocchio oltre 130 imprenditori di diverse regioni italiane. Approfittando della crisi economica abbattutasi su queste aziende Crisci e i suoi collaboratori prestavano denaro con tassi d’interesse impossibili da sostenere, minacciavano di morte e picchiavano a sangue i creditori insolventi, e infine li costringevano a cedere le loro attività all’Aspide tramite dei prestanome. Lo spettacolo, partendo dal verbale del processo, ricostruisce il modus operandi dell’associazione, tra intercettazioni, parole del giudice e degli imputati. Si focalizza in particolare sulla storia di Rocco Ruotolo, unico eroe positivo della vicenda, che in un clima di omertà e terrore (su oltre 130 imprenditori solo in due denunciarono alle autorità) denuncia e collabora con la polizia, infiltrandosi nell’associazione e diventando persona fidata del boss. Ed è proprio dalle parole del boss Crisci che nasce il bisogno di raccontare questa storia, raccontarla perché non si ripeta. Perché il Male, come la Mafia, è dietro la porta di casa, e solo la consapevolezza può aiutarci a combatterlo.
“Aspide. Gomorra in Veneto” è patrocinato dall’Associazione Libera contro le mafie. Ha debuttato a marzo del 2018 in diversi eventi patrocinati dal Comune di Padova, da Associazioni di categoria e per le Scuole. E' risultato finalista alla rassegna INTRANSITO 2019. Sarà rappresentato a febbraio al Teatro Ca' Foscari di Venezia e a Roma.
Uno sguardo lucido sui fatti. Due donne - una giornalista e la moglie di un collaboratore di giustizia - raccontano questa storia.
Informazione riservata agli Organizzatori
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