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Ritual 2.0

Mālāmundi Teatri

Opera in repertorio

Genere
Teatrodanza Performance
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Regia: Andrea Failla

Drammaturgia: Andrea Failla

Attori: Giusi Carnimeo, Eliana Crestani, Rudy De Amicis, Vittorio Gatta, Stefania Orrico

Altri crediti:

Parolechiave: iniziazione, rito, esperienza, metafora, archetipo

Produzione: Mālā Mundi Teatri

Anno di produzione: 2019

Genere: Teatrodanza Performance

Ritual 2.0

La via degli Dei



Inizi-Azione teatrale per 30 spettatori ca. 
Durata 50 min ca.

Con 5 attori - performers

Progetto e regia di Andrea Failla



Con il termine “Ritual 2.0” si vuole identificare un’azione rituale/teatrale collettiva, il cui scopo è quello di coinvolgere gli spettatori in un caleidoscopio di iniziazioni ed immagini archetipiche e rituali e di rivivificare il senso del sacro rinnovando quel filo sottile che lega il visibile all’invisibile.

In un’epoca dove la sacralità e il rito hanno perso il loro significato originario, Ritual 2.0 si pone come obiettivo di risvegliare lo spettatore a tematiche extra-ordinarie come possibilità di consapevolezza trasformativa e di accompagnare lo spettatore in un’esperienza di portata iniziatica.



Dove danzano oggi gli sciamani? Dove troviamo l’aspetto rituale?

Dai misteri di Eleusi al fuoco divino della teurgia, dall’eros cosmico ai viaggi astrali dell’anima, l’uomo ha sempre cercato di mutare la percezione ordinaria dell’esistenza, riplasmando la configurazione della propria soggettività attraverso pratiche iniziatiche che conducono alla soglia della segreta potenza del mistero della vita e della natura. L’esperienza vissuta in “Ritual 2.0” appartiene al “non detto” ed è connessa al nucleo fondamentale che sta alla radice dell’essere. Lo scopo di ogni rituale iniziatico è sperimentare la possibilità trasformativa del nostro essere.



Quando un gesto diventa rituale? Certamente quando viene reiterato, ma deve anche assumere una valenza simbolica, o diventare metafora o ricordo di un movimento antico, ancestrale, originario, in connessione con il mistero dell’esistenza. Si deve vestire dell’archetipo di cui è figlio.



Questi temi vuole esplorare Ritual 2.0, offrendo allo spettatore la possibilità di sperimentare la forza dei riti di passaggio e forse anche la loro mancanza, possibile ragione della confusione identitaria che attanaglia la nostra epoca.



Partecipare a questo spettacolo offre una possibilità a chi voglia esplorare il paradigma di un altro modo di conoscere il mondo. Il teatro diventa iniziazione, rito, catarsi e purificazione, dove il pubblico non è solo testimone dell’evento, ma parte integrante del processo trasformativo.



Lo spettacolo ha una struttura modulare e vede in scena cinque attori che agiscono in uno spazio delimitato da un tappeto. Gli spettatori siedono intorno al tappeto, sul quale si susseguono una serie di azioni drammatiche separate ma connesse tra di loro. Attori e spettatori sono molto vicini, condividono la qualità intima dello spazio e una relazione diretta, nella quale gli spettatori vengono coinvolti attraverso lo sguardo, la parola e un delicato e rispettoso contatto fisico.



Lo svolgersi delle azioni drammatiche segue liberamente le tappe del Viaggio Iniziatico dell’Eroe, illustrato da Joseph Campbell e riscontrato nei racconti mitici prodotti invariabilmente dalle società umane antiche e moderne. Ritual 2.0 è un’opera prima.

Informazione riservata agli Organizzatori

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