Regia: Savino Genovese
Drammaturgia: Michele Perriera
Attori: Viren Beltramo, Ettore Scarpa
Other credits: scenografia: Massimo Voghera
costumi: Elena Gaudio
assistente ai costumi: Francesca Cibischino
realizzazione robot: Marco Renis
elaborazioni video: fannidada
supporto tecnico: Associazione Culturale Citofono numero uno
aiuto regia: Fabio Renis
assistente regia: Sara Chieppa
riprese e montaggio video: Moviebites e Omegaworks
scenotecnica: Renato Ostorero e Vanni Coppo
ufficio stampa: Paola Maritan
Key words: distopia futuro cibo uomo donna lui lei rapporto incomunicabilità angoscia angustia dolore femminicidio violenza violenzasulledonne codicerosso scarpsaetterosse rosso conpevolezza
Production: Compagnia GenoveseBeltramo
Year of production: 2019
Theatrical genre: Prose
I motivi che ci hanno spinto a voler affrontare questo testo sono molteplici: prima di tutto l’eredità espressiva che ha lasciato Michele Perriera in Savino Genovese quando, negli anni 1999-2001, ha avuto modo di lavorare come attore in alcune delle sue produzioni più significative. In secondo luogo la sorprendente attualità degli argomenti trattati. In terzo luogo la qualità della parola utilizzata e il suo prestarsi ad una contaminazione con il linguaggio video che stiamo indagando come Compagnia da qualche anno.
SINOSSI:
In un futuro prossimo, vicino o lontano, non è dato sapere, un uomo e una donna si incontrano in una trattoria stile all you can eat, dove avvengono tutti i loro incontri. Entrambi sono stati sposati, entrambi hanno figli e saranno proprio questi gli argomenti principali delle loro conversazioni. I due vivono in un mondo nel quale è vietato essere tristi o malinconici e per mantenere il tasso richiesto di allegria, tutti assumono delle pillole per mantenere stabile il proprio grado di ottimismo. Nel momento in cui queste pastiglie non dovessero risultare sufficienti, una sorta di esperto digitale ha il compito di intervenire per correggere la situazione, con una vera a propria iniezione di felicità. Un futuro distopico dove le relazioni umane faticano ad instaurarsi e quando ciò avviene hanno sempre l’obbligo di virare sui toni della felicità e dell’allegria. Un mondo che si fonda sull’apparire: dove l’essere umano è controllato e l’individualità, con la sua complessità di sentire, non solo non è riconosciuta come valore ma è fortemente contrastata. Un appiattimento che investe ripetutamente sentimenti ed emozioni. I due protagonisti, apparentemente nel pieno di una storia amorosa, faticano a trovare le corde per esprimere questo sentimento. Una sorta di favola nera in cui gli esseri umani sono circondati da un manipolo di video e robot che interagiscono continuamente con loro. Un mondo dove si mangia in continuazione, dove le relazioni si consumano davanti a un piatto e dove l’ossessione per il cibo è continuamente presente, un mondo inoltre, dove le preoccupazioni di una madre e di una donna, vengono puntualmente trascurate e minimizzate.
LA CREAZIONE DELLO SPETTACOLO E L’INCONTRO COL PUBBLICO:
Dopo un intenso periodo di prove a porte chiuse, lo spettacolo è stato presentato in versione ridotta allo Spazio Opi dall’8 al 17 febbraio 2019. Dieci giorni nei quali il pubblico, animato dal passa parola, ha riempito sempre più la nostra sala, concludendo l’esperienza con ripetuti sold out. Questo periodo di confronto diretto col pubblico ci ha permesso di prendere le misure, di trovare la cifra migliore, di confrontarci con alcuni operatori e critici. Forti di questa esperienza lo presenteremo in forma integrale per la prima volta il 21/22 aprile 2020, presso il Teatro Gobetti di Torino, nel cartellone del Teatro Stabile/ sezione “il cielo su Torino” ed in anteprima al Teatro Toselli di Cuneo l'8 marzo.
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