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Una lacrima di VoV

Enrico Lombardi/Quinta Parete
Regia: Enrico Lombardi
Drammaturgia: Enrico Lombardi
Attori: Elisabetta Raimondi Lucchetti, Giuseppe Attanasio, Federico Raffaelli
Trailer: Link
Anno: 2019
TERESA – Poi c’era la radio. E dentro la radio, per la prima volta da anni, nessun bollettino, nessun aggiornamento dal fronte, nessuna notizia da Londra, nessuna decisione irrevocabile.
ELIO – Per la prima volta, dopo tanto, dentro la radio c’era la vita. C’era la gara delle bici! La prima da quando tutto era tornato normale, per la prima volta dalla fine della guerra: la radio era piena di bici, la radio era piena di vita.

La storia ha inizio al Bar Sport di Barlassina, nel 1946, dove tutto il paese si è riunito per ascoltare la radiocronaca di una Milano-Sanremo davvero speciale, la prima dopo la guerra, quella in cui Fausto Coppi arriva al traguardo con 15 minuti di distanza sugli altri, costringendo il telecronista a dire la frase che è entrata nella storia dello sport: “In attesa del secondo trasmettiamo musica da ballo”. E’ in questa attesa danzante che Elio e Teresa si conosceranno. Così nasce la loro storia d’amore, che durerà tutta una vita trascorsa insieme a costruire e dipingere mappamondi.

ELIO – Basta che metti insieme due cose che insieme non sono mai state e il mondo cambia.
TERESA – Su i tuoi mappamondi, forse…

Elio vuole creare i suoi mappamondi, vuole poter cambiare le cose, partendo dall’idea di poterlo fare, vuole creare luoghi invisibili. Invece Teresa vuole conoscere il mondo in tutti i suoi dettagli per poter saper sempre dove stare e vedere il più possibile. Gli anni passano tra furiosi litigi, passionali rappacificazioni e un caffè amaro con una lacrima di Vov. Elio e Teresa invecchiano e nella loro vita entra Bic, un venditore di rose cingalese, il primo extracomunitario del paese. Un amante della poesia con un chiaro e concreto obiettivo nella vita tanto da averne fatto un motto: “Vita è giusta con chi ha progetto”. Tra i tre c’è subito sintonia e si crea una bella amicizia.

BIC – Ma con Elio e Teresa è stato diverso, fin dalla prima volta che ci siamo incontrati. Con loro mi sono sentito sempre un pò a casa, sapevano ogni cosa della mia terra: confini, nomi delle città, monti e fiumi.

E poi? E poi Elio muore. Rabbia, tristezza e smarrimento prendono il sopravvento in Teresa, per questo c’è bisogno di andare fuori dagli schemi per rimettere insieme i pezzi, così nasce l’ultima avventura che Teresa affronterà insieme a Bic per poter andare oltre e comprendere che le cose infinite non finiscono, svaniscono magari, ma non possono finire. E se diventano invisibili, basta chiudere gli occhi e le trovi tutte lì. Le cose infinite continuano, in tutte le cose invisibili di cui siamo parte.
Uno spettacolo a tratti divertente, a tratti commovente che riesce ad esplorare con leggerezza forti tematiche come l’emarginazione, la solitudine e la morte. Una regia che mira a ritornare ad un linguaggio teatrale essenziale ma sostanziale. Una scenografia sospesa nel tempo che si fa narrazione. Un racconto potente che tocca profondamente tutti perché in qualche maniera tutti siamo o siamo stati Elio, Teresa o Bic.


Altri crediti: Liberamente ispirato al romanzo "L' Atlante dell'invisibile" di Alessandro Barbaglia
Scenografie: Rewik Grossi
Organizzazione: Alberta Froldi

Produzione: Compagnia Enrico Lombardi/Quinta Parete

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    Il teatro può essere un potente strumento di cambiamento personale, sociale e civile.

    Partendo da quest’idea, dal 2006, Associazione Quinta Parete, alterna al lavoro di produzione, l’organizzazione di stagioni teatrali e rassegne di teatro ragazzi, ed ha una fervida attività di corsi teatrali e laboratori fuori e all’interno delle scuole di ogni ordine e grado, avvalendosi delle competenze di una pedagogista e di una decina di attori/educatori
    Enrico Lombardi, fondatore e direttore di Quinta Parete, drammaturgo, regista e attore, dopo la separazione dalla storica collega e lo scioglimento della compagnia nel 2016, porta avanti il lavoro dell’associazione dando vita alla nuova compagnia EnricoLombardi/Quinta Parete, aprendosi ad altre realtà e proseguendo il suo percorso con produzioni, co-produzioni e collaborazioni con altri artisti e compagnie.
    Tutte le produzioni della compagnia Enrico Lombardi/Quinta Parete scelgono la strada di portare sul palco una drammaturgia originale, che parla della nostra società, indagando tematiche legate al contemporaneo in cui lo spettatore si rispecchi e, grazie ad un linguaggio incisivo e diretto, capaci di parlare ad ogni tipo di pubblico.
    Nel 2019 la compagnia ha lavorato ad una nuova produzione “Una lacrima di VoV”, un testo di Enrico Lombardi liberamente ispirato al romanzo “L’atlante dell’invisibile” di Alessandro Barbaglia. In scena due giovani attori da poco diplomati all’Accademia Nico Pepe di Udine, Elisabetta Raimondi Lucchetti e Giuseppe Attanasio, e da Federico Raffaelli, attore formatosi presso La città del teatro/Fondazione Sipario Toscana – Teatro Stabile d’Innovazione. Lo spettacolo è andato in scena solo in forma di anteprima ma sarà pronto per la stagione 2019/20.
    Parallelamente è in cantiere il progetto “Non disturbare”, uno spettacolo che metterà insieme teatro e psichiatria. L’idea nasce dall’incontro tra Enrico Lombardi e Melissa Cherubini (medico psichiatra). La drammaturgia, ancora embrionale, verrà arricchita e prenderà forma grazie alla ricerca sul campo fatta di interviste, presentazioni ed incontri per raccogliere la percezione, le sensazioni e i pensieri che le persone hanno verso le i disturbi psichiatrici di ultima generazione: Disturbo della personalità narcisistica con particolare attenzione ai social media, Ortoressia, Hikikomori e Shopping compulsivo. Attraverso lo stigma nei confronti della malattia psichiatrica si indagherà in modo più ampio la società, mettendo al centro l’essere umano e il rapporto che ha con sé stesso, gli altri, il denaro, il cibo, la salute e pregiudizi.
    Nel 2018, in collaborazione con Marco Di Stefano e Chiara Boscaro che ne hanno curato la scrittura, prende vita “Lemon Therapy” spettacolo sull’affettività e la sessualità in età adolescenziale, nato da un’indagine durata sette mesi insieme a ragazzi, genitori e insegnanti. Una commedia leggera ma non superficiale che lascia spazio alla riflessione, lanciando provocazioni attraverso l’ironia, la crudeltà e la tragicità tipiche di un’età complicata come quella dell’adolescenza. Lo spettacolo debutta a livello nazionale al Vimercate Ragazzi Festival 2019. Nello stesso anno riceve anche il riconoscimento “Selezione Visionari Kilowatt Festival 2019”.
    Sempre nel 2018 nasce lo spettacolo di teatro ragazzi, Amico di pezza, con Carlo Dalla Costa, attore diplomato all’Accademia Nico Pepe di Udine. Nato dopo una serie di laboratori specifici svolti all’interno delle scuole dell’Infanzia e Primaria, lo spettacolo esplora il tema delle emozioni, attraverso una storia che vede il bambino coinvolto in modo empatico grazie anche all’utilizzo di immagini, giochi d’ombra e musiche.
    Nel 2017 debutta Sono Tutti mio cugino, co-prodotto con Teatro Forsennato di Roma. Spettacolo costruito su un canovaccio che racconta la storia di una famiglia e di una festa di paese, mostrando, attraverso i vari aspetti della società (politica, religione, lavoro, famiglia, mezzi di comunicazione), come siano cambiate la percezione e le modalità di condivisione dal dopoguerra ad oggi. Una commedia, a tratti grottesca, a tratti malinconica che coinvolge il pubblico anche tramite ad un gioco metateatrale: in scena una cabina telefonica funzionante dove gli spettatori potranno farsi chiamare.
    Nel trienno 2017/2019 la compagnia partecipa al Festival della Filosofia con perfomance site specific dirette da Enrico Lombardi.