Regia: Silvia Giulia Mendola
Drammaturgia: Lia Tomatis
Attori: Silvia Giulia Mendola, Silvia Rubino
Other credits: Aiuto regia Filippo Farina
Assistente alla regia Silvia Borsari
Costumi Stefania Trovato
Coreografie Elena Rolla
Foto locandina Marina Spironetti
Key words: talento, violoncello, musica, istinto, Jacqueline du Pré
Production: Associazione Culturale PianoinBilico
Year of production: 2017
Theatrical genre: Prose
Cello Daddy! “Papà violoncello!”: così Jacqueline du Pré, la più grande violoncellista del secolo scorso, chiamava il suo insegnante di riferimento, William Pleeth, figura fondamentale nel suo percorso artistico e umano.
“Jacqueline era straordinaria, aveva un istinto come se fosse venuta al mondo non per parlare, ma per suonare”. Così ha detto di lei suo marito, il celebre direttore d’orchestra Daniel Barenboim. L’affascinazione per questa donna, per la sua musica, per la sua storia inusuale, il suo dono inspiegabile, la ricerca che ognuno di noi compie su se stesso nell’intento di svelare il proprio suono personale, sono i punti di partenza per la creazione dello spettacolo. Cominciamo così: un insolito furto, un luogo dimenticato e polveroso, un importantissimo concerto in un altrettanto importante teatro. In scena Viola, una violoncellista professionista in cerca di risposte attraversata da quelle stesse domande che sono state oggetto di analisi per Jacqueline : chi sono io quando non suono? Cos’è il talento? Qual è il mio posto ? Cosa voglio?.
Viola intreccerà un dialogo, ironico e profondo allo stesso tempo, con una misteriosa figura legata a Jacqueline da una relazione unica, e quest’incontro sarà eccezionale per entrambi. “Non possiamo diventare ciò che abbiamo bisogno di essere rimanendo quelli che siamo.” Jacqueline du Pré.
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