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LO ZOO DI VETRO

SlowMachine
Regia: Rajeev Badhan
Drammaturgia: Tennesse Williams (consulenza drammaturgica di Franco Lonati)
Attori: Giuseppina Turra, Elena Strada, Ruggero Franceschini, Diego Facciotti
Trailer: Link
Anno: 2017
Primo successo del drammaturgo americano, ‘Lo Zoo di Vetro’ (The Glass Menagerie) è un dramma dalle fortissime connotazioni autobiografiche e dal confronto e scontro di svariate sfumature tematiche: dalla solitudine alla diversità e all’isolamento, dalla frustrazione alla bellezza e all’amore, dallo scontro generazionale alle aspettative mancate e a quelle ancora attese, il tutto all’interno di un nucleo familiare che ci rivela molto dell’autore stesso.

Opera di rara sensibilità, visionarietà e innovazione poetica, ‘Lo Zoo di Vetro’ ci presenta cinque “personaggi della memoria” come rinchiusi in un serraglio delicatissimo e allo stesso tempo infrangibile: Tom, simbolico alterego dell’autore e guida della nostra immaginazione, la madre Amanda, la sorella Laura, il padre e Jim, un giovanotto in visita o “quel qualcosa, da lungo atteso ma sempre rinviato, per il quale viviamo”.

La regia di Rajeev Badhan punta a dare nuova vita a questo classico anche attraverso il capace utilizzo del video e delle animazioni video (di Emanuele Kabu), trasportando così lo spettatore all’interno dell’universo soggettivo del ricordo e in quello della fantasia di una mente chiusa nel suo isolamento e nella sua “diversità”. Tennesse Williams ha definito quest’opera “dramma del ricordo”: un ricordo selettivo che vive nei contorni indefiniti della sua soggettività, liquido, trasparente e fragile come il vetro.

Questo spettacolo è nato anche con la necessità di condensare in sé le progettualità fondanti di SlowMachine con la stagione Belluno Miraggi: lavorare verso lo sviluppo e l’innovazione di una programmazione volta a riaccendere un dialogo culturale nella città e di una produzione artistica multidisciplinare, con particolare attenzione al coinvolgimento di giovani artisti del territorio.

Altri crediti: Fondazione Teatri delle Dolomiti, Fondazione Cariverona, Funder35

Produzione: SlowMachine

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Compagnia di sperimentazione artistica diretta da Elena Strada e Rajeev Badhan che lavora sulla contaminazione delle arti, nata a Belluno nel 2012 con l’esigenza di creare un polo che racchiuda in sé la diffusione, l’ideazione e la produzione di lavori teatrali e performativi.
Dal 2014 SlowMachine inizia il progetto triennale di Residenza Teatrale presso il Teatro Comunale di Belluno in collaborazione con la Fondazione Teatri delle Dolomiti e il Comune di Belluno e nel dicembre dello stesso anno Rajeev Badhan e Elena Strada curano la direzione artistica di una nuova stagione teatrale chiamata ‘Belluno Miraggi’, programmazione ancora attiva che ha portato al Teatro Comunale di Belluno molti dei maggiori e più riconosciuti artisti del panorama del teatro contemporaneo italiano e internazionale (Pippo Del Bono, Motus, Agrupacion Senor Serrano, Ascanio Celestini, RezzaMastrella, Familie Floz, Teatro delle Albe, Deflorian/Tagliarini, AbbondanzaBertoni, Chiara Guidi…).
Dal 2015 SlowMachine ha attivato un progetto di riqualificazione di uno spazio comunale dismesso all’interno dell’ex-caserma Piave di Belluno denominato ‘HANGAR11’ con l’intento di trasformarlo in uno spazio d’arte. Nel 2016 SlowMachine vince, con il progetto ‘Radici nelle Dolomiti’, il FUnder35 bando nazionale per il consolidamento delle imprese culturali under 35.
Nel 2017 SlowMachine vince il bando ANCI RiGenerAzioni Creative, con il Comune di Belluno, e il bando MigrArti del MiBACT con il progetto ‘Luogo. dall’abbandono alla rinascita’ che hanno dato vita allo spettacolo “HOME”. Sempre nel 2017 debutta ‘Lo Zoo di Vetro’. Nel settembre del 2018 nasce 'Vertigini', festival multidisciplinare di fine estate, realizzato all’interno di HANGAR11. Nel luglio 2019 SlowMachine realizza, in coproduzione con Operaestate Festival, il progetto ‘Voci e Tempesta’ e, in collaborazione con il Comune di Feltre, il progetto di sperimentazione teatrale multiculturale ‘FORME’. Nel marzo 2019 debutta la nuova produzione di SlowMachine ‘Notti’, ispirata al racconto ‘Le notti bianche’ di Dostoevskij. Nell'estate 2020, in collaborazione con Operaestate Festival, realizza il progetto site-specific Al-Jahim presso le ex-prigioni di Feltre.
Progetti precedenti: nel 2012 vince il bando di residenza promosso da C32 Performing Art Workspace (Venezia-Marghera) che ha portato alla realizzazione di ‘VideoDran’ (regia di Rajeev Badhan e drammaturgia di Elena Strada), progetto d’esordio della compagnia, il quale ha poi partecipato a numerosi festival nazionali. Nel 2013 produce, con il contributo del Comune di Bergamo, lo spettacolo ‘Il Giardino delle Rose’ (regia di Rajeev Badhan e drammaturgia di Elena Strada) e nel 2014 dà vita alla performance ‘Primo Canto per Voce e Tempesta’ (tratta dal testo ‘Causa di Beatificazione’ di Massimo Sgorbani, regia di Rajeev Badhan, in scena Elena Strada).
La compagnia porta avanti inoltre progetti di community art e formazione teatrale per giovani e adulti.