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LO ZOO DI VETRO

SlowMachine

Play in the repertoire

Theatrical genre
Prose
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Regia: Rajeev Badhan

Drammaturgia: Tennesse Williams (consulenza drammaturgica di Franco Lonati)

Attori: Giuseppina Turra, Elena Strada, Ruggero Franceschini, Diego Facciotti

Other credits: Fondazione Teatri delle Dolomiti, Fondazione Cariverona, Funder35

Key words: Video, Williams, Ricordo, Realtà, Famiglia

Production: SlowMachine

Year of production: 2017

Theatrical genre: Prose

Primo successo del drammaturgo americano, ‘Lo Zoo di Vetro’ (The Glass Menagerie) è un dramma dalle fortissime connotazioni autobiografiche e dal confronto e scontro di svariate sfumature tematiche: dalla solitudine alla diversità e all’isolamento, dalla frustrazione alla bellezza e all’amore, dallo scontro generazionale alle aspettative mancate e a quelle ancora attese, il tutto all’interno di un nucleo familiare che ci rivela molto dell’autore stesso.



Opera di rara sensibilità, visionarietà e innovazione poetica, ‘Lo Zoo di Vetro’ ci presenta cinque “personaggi della memoria” come rinchiusi in un serraglio delicatissimo e allo stesso tempo infrangibile: Tom, simbolico alterego dell’autore e guida della nostra immaginazione, la madre Amanda, la sorella Laura, il padre e Jim, un giovanotto in visita o “quel qualcosa, da lungo atteso ma sempre rinviato, per il quale viviamo”.



La regia di Rajeev Badhan punta a dare nuova vita a questo classico anche attraverso il capace utilizzo del video e delle animazioni video (di Emanuele Kabu), trasportando così lo spettatore all’interno dell’universo soggettivo del ricordo e in quello della fantasia di una mente chiusa nel suo isolamento e nella sua “diversità”. Tennesse Williams ha definito quest’opera “dramma del ricordo”: un ricordo selettivo che vive nei contorni indefiniti della sua soggettività, liquido, trasparente e fragile come il vetro.



Questo spettacolo è nato anche con la necessità di condensare in sé le progettualità fondanti di SlowMachine con la stagione Belluno Miraggi: lavorare verso lo sviluppo e l’innovazione di una programmazione volta a riaccendere un dialogo culturale nella città e di una produzione artistica multidisciplinare, con particolare attenzione al coinvolgimento di giovani artisti del territorio.

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