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Falafel Express

Compagnia Lumen. Progetti, arti, teatro.
Regia: Elisabetta Carosio
Drammaturgia: Roberto Scarpetti
Attori: Simone Formicola Gabriele Genovese Alice Giroldini Matteo Palazzo
Trailer: Link
Anno: 2017

Mahdì, figlio di padre egiziano e madre siriana, è un ragazzo nato e cresciuto in Italia.

A diciotto anni si sposta dalla sua cittadina nel sud Italia e va a Venezia per studiare lingue orientali. Qui, lontano da casa, si confronta per la prima volta col fatto di non essere riconosciuto italiano in tutto e per tutto. Compie allora un viaggio metaforico e reale alla ricerca della propria identità. Al suo ritorno sarà davanti a una grande scelta e dovrà compierla con una nuova coscienza: quella della ricchezza che sta racchiusa in ogni individuo e nelle sue esperienze e che nessun documento potrà mai riassumere.La particolarità di questo spettacolo è quella dell’ibridazione dei linguaggi teatro e fumetto. Gli attori si muovono sulla scena interagendo con le proiezioni animate dei disegni della fumettista Chiara Abastanotti, autrice già per la casa editrice Becco Giallo.
Il testo è originale, scritto appositamente da Roberto Scarpetti. Il linguaggio ibrido della messa in scena permette di parlare di temi come identità e nazionalità anche a un pubblico di ragazzi coetanei del protagonista della nostra storia e agli appassionati di graphic novel, genere sempre più in crescita per la sua capacità di ritrarre il contemporaneo.

In parte la scelta è motivata dalla genesi stessa del progetto. La lettura de L’Arabo del futuro di Riad Sattouf ha costituito il primo momento di avvicinamento al tema della famiglia mista e dell’appartenenza. Successivamente molte letture di graphic novel su paesi arabi, migrazioni, seconde generazioni hanno allargato questo orizzonte.
La struttura di queste narrazioni permetteva di affezionarsi ai protagonisti e adottarne il punto di vista nel vero senso della parola e inoltre di registrare in modo molto immediato informazioni storiche sociali e politiche anche complesse. La maggior parte di questi fumetti sono pubblicati in paesi europei con una tradizione di immigrazione completamente diversa da quella italiana. Per questo con Roberto Scarpetti, autore con cui collaboro da tempo, abbiamo pensato a una storia originale. Volevamo raccontare
 una condizione, quella dei giovani di seconda generazione, che riguarda tantissime persone che vivono oggi nel nostro Paese e ne sperimentano le contraddizioni nella propria quotidianità.

Altri crediti: Scenografia Tommaso Osnaghi
Illustrazioni Chiara Abastanotti
Video Paola Palombi
Assistente alla regia Silvia Giua

Produzione: Compagnia Lumen. Progetti,arti, teatro

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Spazio scenico
m almeno 6x6
con possibilità di apprendimenti per videoproiettore e tulle

Impianto luci
Luci

18 PC 1000 con bandiere e telagel (gelatine 201)
8 sagomatori ETC
1 PAR62

Audio
Impianto audio con casse spia collegato alla regia

Elementi in possesso della compagnia
2 Lavagne luminose
2 quinte bianche in legno e tela 1mx2
1 telo in tulle 580x3,50
1 cornice Arlecchinohino+gambe per il tulle in tela sceno
1 videoproiettore grandangolare

Elementi richiesti al teatro

Staffa o altro sistema di apprendimento del proiettore
Fondale nero
Quintatura nera essenziale che permetta l’uscita di scena nascosta di oggetti che vengono riposti dietro il fondale nero.

Esigenze particolari del montaggio

Appendimento del tulle e del proiettore a due stangoni o americane che devono avere una distanza fissata in base all’angolo di proiezione del video in circa 2,5 m

Appendimento del nero e delle quinte in base agli sfori per i cambi

Collegare a una diretta le due lavagne luminose posizionate in proscenio

Cablaggio del proiettore con prolunga VGA dalla regia al palco dove si troverà 3/4 m

Impianto audio
impianto audio per l'amplificazione dalla regia con casse spia in palco.

Tempo montaggio
montaggio della scena senza contare puntamento luci 2 ore
con luci almeno 5 ore
smontaggio 50 min

Referente tecnico
Elisabetta Carosio
3491820459
compagnialumen@gmail.com
CompagniaLumen nasce dall'incontro di Elisabetta Carosio,regista,e Gabriele Genovese,attore.I due si conoscono grazie alla collaborazione di Civica Scuola Paolo Grassi e Accademia Teatrale Veneta, e insieme presentano U.N.O. al Festival Asti Teatro 2011.Si sperimentano poi nel teatro per l'infanzia e si ritrovano nel 2013 per FIGLI DI CHI,nato da “Nordest”,romanzo noir di Massimo Carlotto e Marco Videtta a cui lavorano assieme a Ivano La Rosa e Carolina Leporatti.Gabriele e Elisabetta portano avanti un percorso comune e autonomo indirizzato,attraverso laboratori e ricerca sul territorio,a fare del teatro uno strumento reale di rapporto con la comunità.Collaborano con Atir e ERT. Obbiettivo prioritario è raccontare la propria generazione con uno stile che le appartenga.
ELISABETTA CAROSIO
Si diploma in Scenografia all'Accademia di Belle Arti di Brera e in Regia alla Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi.Studia con Tatiana Olear,Alessio Bergamo,Kuniaki Ida,Massimo Navone,Maria Consagra,Antonio Pizzicato.Segue come assistente Serena Sinigaglia,Michele Casarin,Roberto Rustioni e Milena Costanzo,Renata Coluccini,Sabrina Sinatti avvicinandosi a Teatro del Buratto,Compagnia Atir,Teatro dell'Elfo.Conduce laboratori di teatro con utenti abili e diversamente abili.Realizza la regia di “U.N.O.”per Festival Asti teatro e di “Con undici occhi”per il festival Art Music Theatre.
GABRIELE GENOVESE
Si laurea in Scienze del Turismo e della comunicazione all'università IULM con una tesi sul Teatro di Narrazione.Lavora diretto da Marcela Serli e Serena Sinigaglia e collabora stabilmente con Atir come conduttore di laboratori.Si diploma all'Accademia Teatrale Veneta.Studia con Karina Arutyunyan,Michele Casarin,Josè Sanchis Sinisterra,Ted Keijser,Gigi Dall'Aglio. Recita in U.N.O. al Festival di Asti e in “C'era una volta” con la supervisione di Gigi Dall'Aglio.É impegnato con ERT nel percorso su Teatro e territorio diretto da Claudio Longhi.
IVANO LA ROSA
Si diploma nel Giugno 2012 presso la Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano,dove studia con Kuniaki Ida,Elisabeth Boeke,MariaConsagra e Maurizio Schmidt.Crea con altri colleghi la compagnia "TintaUnita",con cui debutta con lo spettacolo"Il Generale".Lavora presso ERT nell’“Ifigenia in Aulide”,regia di Marco Plini e in "EuroDaPonteGranMozartTour",regia di Claudio Longhi.Frequenta il laboratorio sul metodo degli "etjude" di Anatoly VASILIEV,tenuto da Giacomo Veronesi e Giovanni Longhin.Lavora con Kitchen Company.
CAROLINA LEPORATTI
Si laurea in Antropologia presso l'Università Ca' Foscari di Venezia.Frequenta la scuola Giovanni Poli del teatro a l'Avogaria di Venezia e si diploma alla Scuola Paolo Grassi nel 2013.Studia con Kuniaki Ida,Elisabeth Boeke,Maria Consagra e Maurizio Schmidt.Collabora con la compagnia Venezia in Scena.Lavora con la direzione di Massimo Navone per il progetto Con-testo del teatro Filodrammatici ed è in scena con A.M.L.E.T. al teatro Franco Parenti di Milano.Collabora con Kitchen