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Gli Amabili Resti

Compagnia Körper

Opera in repertorio

Genere
Danza Teatrodanza Altro
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Regia: Loris De Luna & Sara lupoli

Drammaturgia: Sara Lupoli & Loris De Luna

Attori: Giovanfrancesco Giannini, Marianna Moccia, Sara Lupoli, Loris De Luna, Francesco Russo

Altri crediti: Music Designer: Francesco Giangrande aka Göreme Impro di violino e noise : Alfredo Pumilia Light Designer: Riccardo Cominotto Photos: Federica Capo, Sabrina Cirillo Grafica: Sofia De Capoa, Sara Lupoli Produzione: Körper Co-produzione: Casa del Contemporaneo Con il sostegno di: PianoBe, ArtGarage, LAC LiveArtsCultures, Liquid Art System

Parolechiave: famiglia, tavolo, performance, relazioni, dramamturgia

Produzione: Körper

Anno di produzione: 2017

Genere: Danza Teatrodanza Altro

GLI AMABILI RESTI

variazioni di famiglia con tavolo

Pièce per cinque performer e un music designer

di Loris De Luna e Sara Lupoli

durata 50’

Questo spettacolo parte da una riflessione sui modi in cui la famiglia può essere rappresentata attraverso il movimento.

Sin dall’inizio della ricerca sono naturalmente emersi vari significati di appartenenza a questo nucleo i cui confini hanno

sfumature più o meno ambigue.

Il focus è quello delle dinamiche in cui il singolo è sempre in lotta tra volontà personale e la tendenza del

gruppo.

Si sono dunque delineati due binari di ricerca complementari, entrambi derivanti dallo studio sul comportamento del corpo in relazione all’altro.

Da un lato un corpus anatomico composto da cinque organismi, partes extra partes, il cui fine ultimo e condiviso è indagare i diversi modi (e moti) in cui organizzare il proprio andamento comune.

Dall’altro la possibilità di tradire questo corpus affidando alla messa in scena la narrazione di una storia familiare, fatta di

persone e di un intreccio che ne determina l’azione, spesso contrapposta e parziale.

È nell’intersecarsi di questi due piani che, progressivamente, si organizza lo spazio e si delinea la trama ed emerge alla fine una scena pronta a essere occupata, ma che resterà vuota, perché la vera tragedia dei suoi personaggi si è già consumata.

Questo lavoro gioca da una parte lungo il confine della percezione delle dinamiche dei rapporti familiari e dall’altra vuole innescare una riflessione circa i limiti della propria libertà all’interno di tutti quei gruppi che attraversiamo nella nostra vita lasciando cosi tracce del nostro passaggio... i nostri Amabili Resti.



LA RICERCA

“La nostra indagine sulla famiglia parte da un’immagine ben precisa: quella di un gruppo che si forma progressivamente e che cammina insieme innescando delle dinamiche durature di ascolto comune.

Quello che ci interessa è capire come il corpo reagisce all’inevitabile

presenza ravvicinata dell’altro e come il suo andamento nello spazio non è quindi determinato dalla sua volontà individuale ma risponde alle esigenze che tacitamente emergono dal gruppo.

Abbiamo quindi individuato due distinti tracciati di lavoro, che entrambi contribuiscono alla costruzione delle pièce.

Da un lato un’indagine sul come si possa costruire un “corpus” omogeneo, nella definizione di Nancy, andando a ricercare diverse modalità di sincronia: l’evoluzione della sequenza è progressiva, e parte dalla base del movimento d’insieme, per arricchirsi di volta in volta di altre dinamizzazioni, che determinano modalità di corrispondenza sempre più complesse.

Abbiamo lavorato soprattutto su una neutralità del corpo avulsa da qualsiasi intenzione interpretativa.

Dall’altro lato avevamo l’esigenza di lavorare su una drammaturgia, per indagare invece quelle dinamiche nelle quali si evince la libertà del singolo nell’azione, indipendentemente dal gruppo, ispirandoci alla narrazione di storie familiari che attingono dalla mitologia, dalla le

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