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DOVE TUTTO E' STATO PRESO

BARTOLINI/BARONIO
Regia: TAMARA BARTOLINI/MICHELE BARONIO
Drammaturgia: TAMARA BARTOLINI
Attori: TAMARA BARTOLINI MICHELE BARONIO
Anno: 2017
«Un germoglio di quercia è piantato dentro un vaso prezioso che dovrebbe accogliere soltanto fiori delicati;
le radici si espandono, il vaso si spezza» J. W. Goethe


Nella casa assediata dai tarli, ogni stanza è il racconto di un mondo ladro.
Abitare dove tutto è stato preso non è comodo, e non ci rimane che tentare di correggere il momento fatale in cui ci siamo consegnati come testimoni del suo crollo imminente, finalmente crollare con lei per cercare sotto il peso delle sue polveri la possibilità di curarne le rovine.
La correzione, prova di follia ma anche di resistenza umana, si dispiega allora nella costante trasformazione di ciò che ostinatamente sopravvive, aprendo uno scenario di elementi minuti, quotidiani e personali che invitano attorno al focolare in cui la storia di ognuno s’intreccia alla storia di tutti, e da lì guardare: ripensare il mondo dall’origine per ascoltare le parole da consegnare a chi abiterà la casa dopo di noi, a chi sarà bambino, e al bambino che eravamo. Così, semplicemente, riscoprire che l’adulto ha il tempo, e il bambino niente eccetto il mondo e tutto il futuro, e che è nell’infanzia che si conserva il tratto potenziale della felicità.
È da qui che l’angelo-bambino di Benjamin getta uno sguardo penetrante e pieno d’affetto per la nostra dimensione creaturale, per la caduta dell’uomo e dell’umano, in quanto testimone dell’irruzione nella storia di una trasgressione che ha la levità del gioco e del sogno.
Guidata dalle biografie di adulti e di bambini incontrati tra residenze e laboratori, dalle visioni di Clément, dai sensi amorosi di Zambrano, dalla tragica delicatezza di Bourgeois e dal cosmo umano di Herzog, viene raccolta una domanda essenziale che si consegna nella sua potente fragilità straripando dallo spazio scenico: se potessimo guardare come se fosse di nuovo la prima volta, cosa vedremmo?
In un paesaggio scenico e linguistico che muove a ritroso verso i suoi primi sensi, aprendo il tempo del costruire tra la Terra, l’altro e il teatro, la casa si fa corpo e il progetto un’architettura esistenziale: un cantiere davanti al quale sapere che «il noi dimora in me».
Dove tutto è stato preso c’è ancora una rosa gialla, un giardino di cui prendersi cura.

Altri crediti: DOVE TUTTO È STATO PRESO
progetto vincitore del Bando Cura 2017

di e con
Tamara Bartolini/Michele Baronio

drammaturgia Tamara Bartolini
scene e paesaggio sonoro Michele Baronio
collaborazione al progetto, assistente alla regia, foto, grafica Margherita Masè
collaborazione artistica Fiora Blasi, Alessandra Cristiani, Gianni Staropoli
suono Michele Boreggi
concept video Raffaele Fiorella

regia Tamara Bartolini/Michele Baronio

produzione Bartolini/Baronio | 369gradi

coproduzione Teatri di Vetro Festival/Triangolo Scaleno Teatro

con il supporto di Residenza IDRA (Brescia) e Armunia (Castiglioncello) nell’ambito del progetto CURA 2017 residenze teatrali
Teatro Crest (Taranto) | Dracma Teatro - del Bello Perduto (Reggio Calabria) | Carrozzerie n.o.t (Roma) | Teatro del Lido di Ostia (Roma)

Produzione: BARTOLINI/BARONIO | 369GRADI

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Tamara Bartolini e Michele Baronio dopo aver lavorato come attori all’interno della compagnia Triangolo scaleno teatro partecipando alla creazione del festival Teatri di Vetro, nel 2009 creano la formazione artistica Bartolini/Baronio lavorando anche alla scrittura, alla regia e alla pedagogia dei loro progetti.
Dopo gli spettacoli La Caduta, Carmen che non vede l’ora (inizio di un percorso incentrato sulle biografie), la performance site specific TU_TWO due alla fine del mondo, nel 2015 vincono il premio Dominio Pubblico Officine con lo spettacolo PASSI_una confessione mentre Dove tutto è stato preso vince il bando CURA 2017 (Residenza IDRA e Armunia) e la sezione Visionari 2018 di Kilowatt Festival.
Nel 2018 sono tra i vincitori del bando Fabulamundi con il progetto Tutt’Intera che debutta a Primavera dei Teatri, nello stesso anno lavorano ad una performance dedicata all’infanzia Il Giardino del tempo che passa da un libro illustrato di Gilles Clément. Tra il 2012 e il 2019 creano la prima serie del programma RedReading (tre stagioni, 14 RedReading) incontro tra teatro e letteratura. Parallelamente portano avanti il lavoro di pedagogia teatrale con i laboratori annuali a Carrozzerie n.o.t., al Teatro del Lido con gli adolescenti e con progetti di alta formazione tra cui PercorsiRialto, ScuolaRoma, Attore creatore di Residenza Idra, Accademia Stap Brancaccio, Università di Tor Vergata.
Nel 2019 presentano due progetti costruiti con gli abitanti dei diversi territori attraversati dal duo: il format 9 Lune al Kilowatt Festival, e il progetto Esercizi sull’Abitare con 16,9 km al Romaeuropa Festival – la cui seconda tappa 333km_Esercizi sull’Abitare #2 debutta nel 2020 sempre al Romaeuropa Festival dopo una serie di residenze in alcuni piccoli comuni del Lazio in collaborazione con ATCL Lazio.
Nel 2020 il Teatro di Roma dedica una personale alla compagnia con le produzioni Tutt’Intera e Dove tutto è stato preso e un ciclo di RedReading al Teatro India.
Il duo porta sulla scena un reticolato di linee narrative molteplici e sovrapposte, intrecciate dalle proprie storie individuali e da quelle segnate e percorse dalle biografie collettive. La pratica di attraversamento e raccolta di storie di vita, racconti, voci e memorie, si restituisce in esperienza e rappresentazione nell’innesto di un unico corredo biografico e scenico, in uno spazio sempre da fare e da rifare, che accoglie lo spettatore in stanze/scena fatte di oggetti semplici, artigianali e manipolati, in cui la narrazione epica si articola in dispositivi scenici differenti, in congegni drammaturgici e sonori sospesi tra dialogo teatrale, indagine letteraria e atto civile. Nelle loro creazioni artistiche emerge, infatti, la ricerca di una assoluta esposizione personale che incrocia la poetica sonora in un dialogo-concerto tra parola e musica, artisti e territori.