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EVEN: LA MEMORIA DEI GIORNI

Teatro degli Acerbi

Play in the repertoire

Theatrical genre
Children's theatre (14-18) Prose
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Regia: Tommaso Massimo Rotella

Drammaturgia: Patrizia Camatel

Attori: Patrizia Camatel e Tommaso Massimo Rotella

Other credits: realizzato in collaborazione con
Centro Culturale Edith Stein di Bra, Progetto Culturale della Diocesi di Asti,
Istituto Oblati di San Giuseppe di Asti e Istituto per la Storia della Resistenza AT

Key words: giornata, memoria, storia, ebrei

Production: Teatro degli Acerbi

Year of production: 2016

Theatrical genre: Children's theatre (14-18) Prose

LA TRAMA

Amsterdam, 1941. Etty Hillesum, giovane intellettuale ebrea, comincia a frequentare lo studio del noto psicochirologo Julius Spier, anch’egli ebreo e fuggito dalla Germania nazista. Etty è una ragazza piacente ed inquieta, dalla vita “caotica”, come lei stessa la definisce; Spier è un autorevole psicoterapeuta che non esita ad esercitare il suo fascino sulle pazienti: il loro rapporto ben presto travalica la relazione medico-paziente e i due diventano amanti.

La loro vicenda sentimentale ha per sfondo l’Europa martoriata dal secondo conflitto mondiale, e l’Olanda occupata dai nazisti che tenta, almeno per un po’, di andare avanti in una parvenza di vita normale, tentando una compromesso con l’invasore. I tanti ebrei che qui erano riparati dalla Germania non sono più al sicuro, e dopo i primi censimenti ha inizio la deportazione di massa: tra le vittime spiccano i nomi di Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein) e la famiglia di Anna Frank, solo per citarne alcuni noti al grande pubblico.

Alle soglie dell’incombente tragedia della Shoa i due personaggi vanno incontro ad una maturazione spirituale incredibile, che guiderà le loro scelte fino alla morte: è la fede in un Dio faticosamente cercato dentro di sé che li sorregge e li rende forti davanti al destino che si apre avanti a loro. Etty, che non cerca scampo per se stessa, ma vuole condividere il destino del suo popolo perseguitato, giunge a una risposta straordinaria al male subìto: non è aggiungendo odio all’odio che il mondo può essere un luogo più accogliente: l’unica risposta possibile è l’Amore, quello aperto a tutta l’umanità.

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