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SHORT SKIN

Aia Taumastica
Regia: Massimiliano Cividati
Drammaturgia: Massimiliano Cividati
Attori: Camilla Pistorello + Marco Rizzo + Libero Stelluti + Camilla Violante Scheller + Matteo Vitanza
Anno: 2016

Sono tra noi. E noi prima o poi siamo stati come loro.

Lo sguardo affettuoso da entomologi dell'animo si posa su quell'età che tutti 'prima o poi' attraversiamo e che abita mondi e regole così diversi che nessun giudizio avrebbe senso, l'AdoLEsCeNZA.
In scena una selezione pop e alta di segnali e segni che possano essere rappresentativi di quella fase tanto unica e preziosa della formazione dell'individuo. E, forse, non può esserci momento più propizio per tentare di definire i connotati degli adolescenti: oggi l’adolescente è infatti abbastanza fermo, gli piace essere osservato e studiato.
Corpi che cambiano, capelli che non vogliono essere addomesticati, appetiti insaziabili di ogni genere, attrazione, bisogni, identità, linguaggio, musica, spazi, rifiuti, rinunce, perdite, smarrimenti e .... gli "altri" ...coloro che pensano di dominare ancora questo pianeta ...
E alla fine essere capaci di sorridere, soffrire e ...per un solo attimo, amare come loro.

SHORT SKIN è un utopistico catalogo di 75' sull'energia incontrollabile e meravigliosa della giovinezza, sulla paura di dover rinunciare un giorno ad essa e sul terrore che tutto possa al contempo rimanere sempre così.
Parla forse alla pelle corta che c'è in ognuno di noi.

Altri crediti: assistente alla regia Raffaella Bonivento
collaborazione alle coreografie Olimpia Fortuni

Produzione: Aia Taumastica con il sostegno di Residenza teatrale Torre dell'Acquedotto

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Spazio scenico
minimo 7x7

Impianto luci
minimo 8 pc da 1000 4 par 2 pc da 500

Impianto audio
mixer + casse adeguate

Tempo montaggio
4 ore per montaggio
1 ora per smontaggio

Referente tecnico
Massimo Todini 3929937989
La Compagnia teatrale Aia Taumastica/Associazione Culturale I Carpentieri di Bell nasce nell'ottobre '98 per iniziativa di Massimiliano Cividati, in seguito alla scissione del nucleo originario di Egumteatro di cui era stato co-fondatore. Dopo alcuni anni di lavoro in solitaria, a partire dal 2000 l'attore regista Massimiliano Cividati viene affiancato, a costituire il nucleo oggi ormai stabile della Compagnia, dall’attrice produttore Raffaella Bonivento. Con sede a Cusano Milanino sin dalla nascita (ha gestito per anni un ampio capannone industriale dell'800), oltre alla produzione dei propri spettacoli e all’organizzazione di rassegne ed eventi culturali per diversi enti pubblici e privati, Aia Taumastica anima una fitta attività culturale e pedagogica, attraverso seminari residenziali per attori e una scuola propedeutica di teatro. Dirige la Residenza Multidisciplinare Torre dell'Acquedotto - da 6 anni)- e la stagione teatrale all'interno de IL Pertini di Cinisello Balsamo - da 2 anni..


E' una realtà produttiva atipica nel panorama teatrale italiano: un gruppo che contro le logiche più in uso, rimane indipendente, a-politico e a-partitico, spesso si auto-produce senza usufruire di nessuna sovvenzione ministeriale, si avventura anche nella produzione di spettacoli estremamente rischiosi per alto numero di attori, spesso si avvale di talenti emergenti (tutti diplomati nelle principali accademie italiane), tende a rifiutare la comodità (gli attori suonano, compiono acrobazie), con la possibilità di lavorare in un'equipe assai numerosa ma ogni volta diversa, offre sempre spettacoli godibili e fruibili dal più ampio pubblico e ha l'attenzione di critica e stampa. Realizza produzioni impegnative, ma anche produzioni più leggere. Se da una parte rivisita con nuovi linguaggi testi classici (Tito Andronico, Antonio e Cleopatra, La Muta), dall'altra produce soprattutto una propria drammaturgia teatrale originale (Nijinsky vs Amleto, Calibania) anche in chiave più narrativa (Ghiaccio-La leggendaria spedizione di Shackleton al Polo Sud, Quattro tiri di corda, Pink in Blues), mai dimenticando la sua vocazione al teatro fisico ed europeo (The Soft Transition beween cold and warm, Il Nulla-the Void, Petites Choses, Short Skin).
Il suo lavoro di sperimentazione parte dall'analisi del contemporaneo, ma cerca fortemente un legame con la tradizione, intesa come disciplina della forma e rigore della tecnica, considerandola il fondamento imprescindibile per la ricerca.