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LEARdo e' RE

OFFICINATEATRO SRL

Play in the repertoire

Theatrical genre
Prose
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Regia: ANGELO GENERALI

Drammaturgia: TININ MANTEGAZZA, GIOVANNI NADIANI, GIAMPIERO PIZZOL

Attori: GIAMPIERO PIZZOL GIAMPIERO BARTOLINI TEODORO BONCI DEL BENE

Other credits:

Key words: SHAKESPEARE, RE LEAR, COMMEDIA ANGLOROMAGNOLA, CONTAMINAZIONI LINGUISTICHE

Production: ALI SOC COOP ARL

Year of production: 2014

Theatrical genre: Prose

LEARDO e' RE

Commedia anglo – romagnola

di: Tinin Mantegazza, Giovanni Nadiani, Giampiero Pizzol

con: Giampiero Pizzol, Giampiero Bartolini, Teodoro Bonci del Bene

regia: Angelo Generali

musiche: Marco Versari

Che dire di Tinin Mantegazza che ha attraversato la cultura italiana dagli anni '50 in poi come umorista con disegni, vignette, dipinti, come teatrante con la creazione di pupazzi e personaggi, come regista e autore televisivo con programmi, striscie, cartoon e infine come sperimentatore di linguaggi fin dal cabaret '64 nella Milano di Gaber, Dario Fo, Cochi e Renato? Oggi questo poliedrico artista sospeso tra poesia e umorismo, innamorato del mare adriatico e della Romagna, ha deciso di lanciare un' altra sfida alla cultura teatrale: uno Shakespeare in dialetto romagnolo. E qui il testimone passa a Giovanni Nadiani, pluripremiato poeta e scrittore recentemente scomparso, che trovava nel dialetto la fonte ispiratrice di molte sue opere seguendo idealmente la scia di Guerra, Baldini, Pedretti e di altri poeti contemporanei capaci di sposare la lirica alla lingua popolare, ai fatti e misfatti quotidiani e anche alle lingue straniere, in questo caso l'inglese del Bardo britannico. Ma passare dal testo alla scena e proporre un' opera capace di parlare anche a coloro che non hanno dimestichezza con il dialetto mescolando sapientemente l'italiano all'anglo-romagnolo, è una impresa che solo un commediante può arrischiare. Così ecco spuntare il mestiere di Giampiero Pizzol, comico di Zelig, attore e autore di personaggi e di commedie popolari che celebrano la Romagna nelle sue più surreali, malinconiche, divertentissime sfaccettature.

Così la tragedia del Re Lear, a detta di molti critici la più possente e compiuta di tutta l' opera di Shakespeare, trova nuovi interpreti e si nutre delle tragicomiche vicende di uno dei tanti anziani solitari, abbandonati dalla famiglia e privati della casa che vivono nei Bar e raccontano di figlie traditrici, di fughe dai ricoveri e di mille altre vicende, reali o surreali, vere o solo immaginate. In tal modo la storia si intreccia con quella della Riviera romagnola attraversata prima dalla guerra e poi dalle orde di turisti, passata dalla miseria alla ricchezza, dalla civiltà tradizionale al consumismo moderno, dalla azienda familiare alle altre attività frenetiche del moderno mondo degli affari.

Questo Re è uno dei tanti piccoli imprenditori romagnoli che ha creato il suo regno di possedimenti: hotel, negozi, ristoranti, appartamenti. Ma il tempo trascorre inesorabilmente e le proprietà passano alle nuove generazioni che hanno un' altra visone del mondo e soprattutto non hanno nessuna intenzione di mantenere in casa un vecchio padre inasprito dall' età e legato a una mentalità sorpassata. Ma il Re non è solo, attorno a lui c'è tutta una corte di personaggi che arricchiscono la fauna teatrale dell' opera e trasformano la tragedia in commedia!

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