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NO storia di un rifiuto

Teatro del Paradosso - Associazione Culturale Lauretana
Regia: Giancarlo Gentilucci
Drammaturgia: Giacomo Vallozza
Attori: Giacomo Vallozza
Anno: 2014

NO è il tentativo di dare voce a seicentomila uomini che, senza accordi prestabiliti, hanno detto NO! al nazifascismo e gettato le basi per una nuova Italia, la cui sintesi è nell’Articolo n. 11 della Costituzione: “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come soluzione delle controversie internazionali”.
È una sfida lanciata alla storia, ripercorrendo le vicende che hanno portato alla seconda guerra mondiale, la catastrofe più grave nel cammino dell’umanità: 55 milioni di morti, 40 milioni in Europa, più di metà civili (stime per difetto).
NO! è anche un voler chiedere perdono per le innumerevoli vittime provocate dagli italiani nella folle corsa alla conquista di altri territori.
È una storia dimenticata che voglio raccontare vagando sulle tracce di mio padre, militare italiano internato nei lager tedeschi dal 14 settembre del ’43 al 6 aprile del ’45, quando fu liberato dalle truppe canadesi nell’ospedale di Füllen, famigerato campo della morte”.
È uno spettacolo-cantiere della memoria collettiva, teso più a restituire immagini che sentenze, rivolto soprattutto agli studenti, perché ripercorre la storia italiana dal fascismo al dopoguerra, narrando fatti spesso ignorati o toccati marginalmente dai libri di testo, attraverso narrazione, filmati e oggetti (diario, piastrina del Krieggefangene, mostrine).
È infine la consapevolezza che l’altra resistenza, la resistenza senz’armi di seicentomila soldati, può indicare agli italiani di oggi un modo per uscire dal buio morale e materiale in cui brancolano.
“Dobbiamo restare con i piedi per terra: su questa terra che vedete, con il suo fango, con le sue buche, con le sue pietre; se vogliamo un fiorellino in questa desolazione dobbiamo piantarcelo con le nostre mani e coltivarlo con il nostro amore”. (Discorso del col. Pietro Testa ai soldati, nel lager di Wietzendorf).

Altri crediti: Nel 2015 lo spettacolo è divetato una produzione dell'Ente teatrale Regionale - Teatro Stabile d'Abruzzo. Nel 2016 è ritornato alle compagnie.

Produzione: Associazione Cutlurale Lauretana - Arti e Spettacolo

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    Spazio scenico
    Spazio scenico con buona visione (cioè o con platea a gradoni o con spazio scenico rialzato) di ampiezza non inferiore a 6m di larghezza X 4 m di profondotà e 3,5m di altezza.

    Impianto luci
    Un carico elettrico ottimale è trifase + neutro con allaccio 63A o 32A non distante dal luogo scenico e portata non inferiore a 10 Kw complessivi. È possibile anche effettuarlo con allaccio monofase (16A) di carico non inferiore a 6 kw. In mancanza di ciò si valuterà caso per caso. Occorre almeno 1 presa di corrente (fase + neutro) in prossimità del palco e 1 presa di corrente (fase + neutro) su fondo sala per la regia. La compagnia è autonoma di tecnica. In caso di service in loco occorrono: 4 PC da 1Kw con bandiere a regolazione autonome per ogni lato (tipo Juliat)
    2 PAR 64 (1 CP60 – 1 CP62) da 1 Kw - 1 domino da 1 Kw - 1 superlucciola (PAR 36 – 75W) - 2 sdoppi
    2 stativi Manfrotto Wind-up altezza max 3,7mt con 2 barre da 1,5mt per 8 fari - 8 canali dimmer da 2 Kw con segnale DMX. Cavi elettrici neri sufficienti ai collegamenti dell’impianto luci
    Consolle da 12/24 canali doppio banco manuale con segnale DMX . 1 videoproiettore ad ottica corta 3200 ansilumen.

    Impianto audio
    La comagnai è autonoma di tecnica. In caso di service in loco occorrono: 1 lettore CD con auto CUE - 2 casse audio poste su fondo palco di potenza adegata per la sala (dove sarà necessario l’uso del microfono le casse saranno poste in linea col boccascena). Mixer audio (1 ingresso L/R per lettore CD – 1 ingresso L/R per computer – 1 ingresso per microfono – 2 uscite L/R per amplificazione sala). Cavi di segnale ed elettrici sufficienti ai collegamenti. 1 radiomicrofono ad archetto color carne per voce.

    Tempo montaggio
    In caso di carisco/scarico comodo e contiguo al palcoscenico 4 ore di montaggio e due ore di smontaggio.

    Referente tecnico
    Daniela Vespa - 340.3685752 - daniela.vespa.dv@gmail.com
    L’Associazione Culturale Lauretana (ACL) è stata fondata nel 1976 con l’intento di promuovere la cultura nell’entroterra pescarese. Nel 1978 è nato all’interno del’ACL il Collettivo teatrale la finestra e la prima rappresentazione teatrale: Il militare oh che bello di Nicola de Toma. Quindi l’ACL si è dedicata all’organizzazione di eventi come gli Incontri a Loreto Aprutino che dal ’78 sono arrivati al 2012. Nel 1984 la compagnia, inizia un’attività didattica nelle scuole della provincia di Pescara e, negli anni '80, la finestra, con la direzione artistica di Giacomo Vallozza, allestisce: Un sorso di terra (1988), di H. Boll; L’orso e il canto del cigno di A. P. Cechov (1989); Pelleas e Melisande (1993) di Maurice Maeterlinck (1990); La commedia della sete da Arthur Rimbaud; La farsa della morte, da Michel de Ghelderode; il concerto/spettacolo Platero y yo, testo poetico di J. R. Jimenez, musiche di M. Castelnuovo Tedesco. Nel 1997 la Compagnia cambia nome in Teatro del Paradosso e, sempre diretta da G. Vallozza, allestisce Uomini e bestie, elementi di un sacrificio liberamente espunti dalle Novelle della Pescara di Gabriele d’Annunzio; (1998) Habeas animam Ignazio Silone l’avventura di un uomo libero; (1999) Armonia in nero tre atti unici di Aldo Nicolaj, regia di Walter Manfré; (2000) Le tentazioni di Sant’Antonio, breve visitazione di un mito contadino. Spettacolo di strada; (2001) Il pifferaio magico, primo spettacolo teatrale per ragazzi;
    nel 2002 inizia la gestione del Teatro comunale di Loreto Aprutino con la rassegna Teatro & Oltre e, successivamente, Teatromio, prima rassegna di teatro ragazzi dell’entroterra pescarese. (2003) Salva con nome, azione scenica in sette quadri per tre attori e un intruso; Teatro & Oltre Anno II Stagione. (2005) Sciopero, una storia di Zopito, spettacolo teatrale sulle lotte bracciantili degli anni ‘50 e in particolare sullo sciopero a rovescio di Loreto Aprutino. Per il testo teatrale Sciopero, una storia di Zopito, Giacomo Vallozza vince il premio letterario Ombra di Verona, il premio Garcia Lorca di Torino, il premio Villa Rosa per la cultura di Teramo e ha una menzione speciale al Premio Annalisa Scafi di Roma. (2007) Graffio e Rondinella, da Gatto Tigrato e Miss Rondinella di Jorge Amado; (2008) Vite a perdere - interno con romena; (2009) Controcanti di Natale, di Domenico Galasso; (2009) Il viaggio americano di Zopito Valentini, a cura di Domenico Galasso; Graffio e Rondinella vince il xxv festival del Teatro per i ragazzi dell’Istituto G. Calendoli di Padova; (2010) Mio nonno l’olivo, con Fausto Roncone e Matteo di Claudio; (2011) Maschio contro femmina. liberamente da Il diario di Adamo ed Eva di Mark Twain; (2012) M’esce di me di Giacomo Vallozza, al piano Giorgio Bafile. (2013) L’arte della commedia, liberamente da Eduardo; (2014) Il nemico del popolo, liberamente da Ibsen; 2015) NO storia di un rifiuto.