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Venti chili di occhi

teatro insonne

Opera in repertorio

Genere
Prosa Altro
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Regia: Sara Venuti

Drammaturgia: Sara Venuti

Attori: Sara Venuti David Labanca

Altri crediti: scenografia: Federico Calzini disegno luci: Matteo Fantoni

Parolechiave: teatro fisico, dittatura, drammaturgia originale, grottesco, tragicomico

Produzione: teatro insonne

Anno di produzione: 2016

Genere: Prosa Altro

Maria è come noi.

Combatte ogni giorno per mantenersi in equilibrio tra se stessa e l’immagine che vuol dare agli altri.

Con una sostanziale differenza, però: Maria è la dittatrice di un minuscolo paese ai confini del mondo.

Mentre la Generalessa Maria si dipana tra gli obblighi che la sua figura impone, qualcosa in lei scalcia e strepita, vuole che tutti le obbediscano e la amino, avverte la vertigine di un potere senza limiti.

Cosa fa di una persona uno spietato dittatore?

E’ la cattiveria, la follia, la paranoia oppure è una piccola scintilla insita in noi, che l’occasione potrebbe rendere fuoco?



Se nulla si frapponesse tra noi e il potere, che genere di dittatori potremmo diventare?







IL PROGETTO



Lo spettacolo nasce dallo studio delle più importanti dittature del ventesimo secolo, dalle più famose come il nazismo o lo stalinismo alle più recenti, come quella di Slobodan Milošević in Serbia e dei coniugi Ceausescu in Romania.

Analizzando in primo luogo le biografie private di questi dittatori, si sono cercati i punti in comune e le assonanze che permettessero di creare un identikit del dittatore “modello”: infanzie difficili, in condizioni di povertà e disagio, contrasti con il padre, abbandoni, soprusi. Si sono studiate poi le loro biografie politiche, ovvero come sono saliti al potere e, soprattutto, come lo hanno mantenuto: la sottomissione tramite terrore, la negazione dei diritti fondamentali, il culto della personalità.Unendo questi due aspetti si ottiene l’immagine completa: il dittatore e la persona, il pubblico e il privato, l’adulto e il bambino.

Sono questi i due aspetti principali su cui si fonda lo spettacolo “Venti chili di occhi” , uno spettacolo verosimile e grottesco su una dittatrice “modello”: dalle sue origini e le sue insicurezze la vedremo vendicarsi dei suoi fantasmi, combattere per mantenere il popolo al suo volere, dibattersi tra la vita pubblica e il bisogno privato, in una spirale che viene innescata dalla sua dualità: è un mostro ma è una persona, è un mostro perché è una persona.

In scena avvengono contemporaneamente due storie: all’interno di un periodo di crisi della sua dittatura, Maria (questo il nome della protagonista) inizia a soffrire di ansia e attacchi di panico, che la riconducono a fantasie, incubi, ricordi dell’infanzia, visioni e paure che prendono vita, prendono possesso di lei e della sua vita, svelano una fragilità, un’angoscia, un’umanità che in nessun caso giustifica i suoi comportamenti ma che la rendono molto più simile a ciascuno di noi.

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