Regia: Gaddo Bagnoli
Drammaturgia: Gaddo Bagnoli
Attori: Claudia Franceschetti Andrea Magnelli Marco Olivieri
Other credits: Musiche originali Sebastiano Bon e Francesco Canavese
Costumi Gabriella Campagna
Realizzazione scenografica Davide Cappellato
Key words: Teatro fisico, Possesso, Teatro contemporaneo
Production: Federica Maria Bianchi
Year of production: 2009
Theatrical genre: Prose
Uno spettacolo intimamente sconvolgente, che nasce dall’esigenza di esplorare ancora di più l’uomo, attraverso i suoi desideri, giustificazioni e paure, nel suo essere solo e abbandonato. Un teatro d’indagine sull’Uomo, che attraverso immagini che si susseguono, crude e reali, ci porta a riflettere su cosa siamo diventati.
Davanti a noi scorrono, inesorabili, tutte le nostre paure, indissolubilmente legate al nostro desiderio, di vivere, di prevalere, di amare. Grazie ad un percorso attraverso la nostra intimità ispirato al vivere dei nostri giorni, vediamo cosa porta un ragazzo ad uccidere i suoi genitori, una donna ad essere intrappolata in torbide storie che la spaventano e la attraggono, i bambini della nostra epoca, più grandi di noi, più maturi e sinceri, e definitivamente adulti.
Il desiderio nasce dalla voglia di sentire, di penetrare a fondo l’animo umano, non tanto per farci giudici del nostro tempo, ma per raccontare, come in una fiaba cattiva, ma vera, cosa unisce Paura e Desiderio, qual è quel filo rosso che collega queste due direzioni che convivono nell’uomo.
Una donna legata e bendata. Due uomini le si avvicinano e iniziano a interrogarla con accanimento, la perseguitano, ma quando stanno per andarsene la donna li prega di non lasciarla sola…
In uno spazio astratto tre attori, identificati con i tre colori primari, si muovono intrecciando situazioni e accadimenti. Ogni colore ha un preciso significato legato all’interiorità dell’attore: rosso di carne, di sangue e di passione; giallo occhio della mente, pensiero di pensiero; blu profondo mare, intima paura di amare. Gli unici oggetti di scena che legano e collegano le azioni degli attori sono una corda, una palla rossa e un vaso da notte.
Abbiamo voluto creare un potente intreccio teatrale fatto di reazioni fisiche, fortissime emozioni, vocalità pura e parola, comprensibili da un altro piano di ascolto, molto più profondo e personale.
Non si tratta di storie e personaggi che portano avanti un “discorso”, un senso logico che si può capire razionalmente. Gli attori fanno succedere delle cose, maghi del corpo, maghi del cuore. Il nostro cuore avvinto da un inferno di solitudini è l’unico punto fermo da cui è possibile far ripartire la vita.
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