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Guerra e pane - Se questi sono uomini

IL TEATRO DELLE QUISQUILIE

Opera in repertorio

Genere
Teatroragazzi Prosa
Cachet:Informazione riservata agli Organizzatori
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Regia: Massimo Lazzeri

Drammaturgia: Massimo Lazzeri

Attori: Massimo Lazzeri

Altri crediti: scene ANDREA COPPI luci STEFANO MAZZANTI video DIEGO MONFREDINI, LUCIA SCIPIONI, ANTONIO DE CIA arrangiamenti CHIARASTELLA CALCONI, DIEGO MOSER, MASSIMO LAZZERI e ADELE PARDI

Parolechiave: memoria, guerra, primo levi, pane, fascismo

Produzione: Il teatro delle quisquilie

Anno di produzione: 2015

Genere: Teatroragazzi Prosa

Lo spettacolo alterna recitazione, canzoni e video. Il ritmo è incalzante, la narrazione è lineare e schietta e -a tratti, malgrado i temi trattati- anche leggera e ironica, la storia del protagonista corre insieme alle vicende storiche dei primi decenni del secolo scorso. Uno spettacolo per ricordare, per imparare, nella speranza che -davvero- conoscere la Storia che ci siamo lasciati alle spalle ci aiuti a essere migliori nel futuro.



Il testo, le canzoni e i video sono originali, ma ispirati agli scritti di Primo Levi, Vasilij Grossman ed Elisa Springer, oltre che a storie di persone non note sopravvissute ai campi di concentramento.



Luigino, detto Gino, fa parte di una famiglia qualunque di un paese poco importante.

Ha combattuto nella Grande Guerra e, quando ritorna a casa, riesce a realizzare il suo sogno: diventare un panettiere.

I fascisti vanno al potere, ma Gino ritiene di essersi già speso abbastanza per la Patria e non ha nessuna intenzione di combattere di nuovo; si rifiuta di far parte del partito fascista e di iscrivere i suoi figli all’Opera Nazionale Balilla. Viene minacciato e picchiato, ma non cede. Preferisce opporsi e per questo viene trasportato in un campo di concentramento, poi trasferito in un altro: Sobibor. Viene risparmiato dai nazisti perché è panettiere e quindi utile.

Gino vede arrivare e morire ogni giorno centinaia di persone, ma decide che non farà la stessa fine. Assieme ad altri prigionieri inizia a sottrarre armi, benzina, soldi, e a tramare per radere al suolo Sobibor. Il 14 ottobre 1943, anche grazie a lui, questo campo smette di esistere.



Durata: 1 ora circa

Tecniche utilizzate: teatro d'attore, canzoni originali cantate dal vivo, video

Informazione riservata agli Organizzatori

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