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MADE IN CHINA - Cartoline da Van Gogh

leviedelfool

Play in the repertoire

Theatrical genre
Prose
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Direction: Simone Perinelli

Dramaturgy: Simone Perinelli

Actors: Claudia Marsicano Simone Perinelli

Other credits: aiuto regia Isabella Rotolo musiche Massimiliano Setti luci Marco Bagnai foto Nico Lopez Bruchi grafica Giacomo Trivellini e Federico Bassi organizzazione Isabella Rotolo

Key words: Van Gogh, Leviedelfool, Made in China, Perinelli, Marsicano

Production: Leviedelfool

Year of production: 2020

Theatrical genre: Prose

Una cartolina dall’Olanda: saluti da Parigi! Sotto: una foto di Hong Kong.

Ecco il cortocircuito che prende vita e nella mente trasforma per qualche secondo un ombrellino cinese in un girasole in pieno stile Van Gogh. Due universi molto distanti, eppure a Shenzhen esistono fabbriche a cielo aperto interamente dedicate alla riproduzione di opere d’arte destinate al merchandising dei Musei. Tra le opere più gettonate La Gioconda di Leonardo da Vinci e Dodici Girasoli in un Vaso di Vincent Van Gogh.

Van Gogh, l’artista/operaio (846 tele,1000 disegni, 821 lettere), e l’operaio/artista impiegato a Shenzhen. Da una parte il genio, la follia, il caso. Dall’altra la ricerca di un metodo infallibile per riprodurre miracoli su richiesta. Entrambi specializzati in girasoli ma scommettendo su destini diversi.



Uno spettacolo su Van Gogh, ma soprattutto per Van Gogh.



Note di regia.

Lo spettacolo si svilupperà attraverso quadri, il cui flusso verrà interrotto da episodi a sé stanti che si esauriscono nel loro stesso compiersi. Lo stile del tutto sarà suggerito dal titolo dello spettacolo. Richiamerà quell’universo kitsch ed effimero proprio dell’oggetto cinese a basso costo. Un lavoro attoriale a due su una drammaturgia originale fortemente condizionata dall’opera del pittore olandese. La produzione pittorica, quella letteraria: le lettere a Theo, ma soprattutto quelle a Emile Bernard e alla sorella Wilhelmina.

Il lavoro nasce da un’attenzione meticolosa ai dettagli degli ultimi quadri, quelli dipinti durante il periodo di maggiore agitazione psicotica. Proprio da quei dettagli il testo prende vita e scorre attraverso suggestioni e richiami a quattro dipinti scelti: “autoritratto con orecchio bendato”, “la sedia vuota”, “la notte stellata”, “la camera di Vincent ad Arles”.



“I tuoi ultimi quadri mi hanno dato molti pensieri per lo stato del tuo spirito quando li ha eseguiti. C’è in tutti una potenza di colore che non avevi ancora raggiunto, il che costituisce già di per se stesso una qualità rara, ma tu sei andato oltre e, se alcuni cercano il significato del simbolo a forza di torturare la forma, ritrovo molto spesso nelle tue tele come il riassunto dei tuoi pensieri sulla natura e sugli esseri viventi... Ma come deve aver lavorato la tua mente e come ti devi essere spinto all’estremo limite, oltre il quale è inevitabile il senso di vertigine.” Theo Van Gogh /lett. N° 10



Abbiamo lavorato su binari distanti e paralleli. La feroce e febbrile ricerca di un’autenticità artistica in grado di lasciare un segno significativo nella storia dell’umanità e l’inevitabile azione dell’umanità su questo segno stesso, che ne fa irrimediabilmente carne da macello, restituendone solo una mera imitazione e un palpabile senso di vuoto.

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