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Cara Utopia

Nuove Officine

Play in the repertoire

Theatrical genre
Prose Dance theatre
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Regia: Marianna Di Mauro

Drammaturgia: Maria Teresa Berardelli

Attori: Claudia Crisafio

Other credits: aiuto regia Dimitri D'Urbano
scene Lucio Duca
costumi Nuove Officine
foto di scena Guido Mencari
foto backstage teaser Ciro Meggiolaro
teaser Alessandro Formica

Key words: utopia, cucina, sogno, nonna, casa

Production: Nuove Officine

Year of production: 2014

Theatrical genre: Prose Dance theatre

Una donna, Pasqualina Losacco, è la protagonista di questa storia. Ha settantacinque anni ed è di origini pugliesi, ma vive da tantissimi anni a Roma. Figlia di contadini, Pasqualina trascorre la sua infanzia in campagna, in una casetta molto piccola insieme ai genitori e alla nonna materna. Studia fino alla terza elementare e poi lascia la scuola per aiutare la famiglia a lavorare. Perde da piccola i genitori e viene cresciuta dalla nonna, nei confronti della quale sviluppa un attaccamento molto forte. Segue la nonna in ogni faccenda domestica, tra cui nella cucina. La guarda cucinare, cercando di apprendere da lei il più possibile. Quando la nonna muore, Pasqualina decide di lasciare la sua terra e andare a Roma a lavorare da una signora. Ci sta molti anni lì, e mette a frutto tutto quello che aveva visto fare dalla nonna in cucina. Vorrebbe diventare una cuoca Pasqualina, ed è sicura, un giorno, prima o poi, di riuscirci. Poi però la signora muore e lei viene cacciata dalla casa come una sconosciuta. Ed ecco che, senza soldi e senza alcun tipo di appoggio, Pasqualina finisce in strada. All’inizio lotta, cercando di trovare un lavoro o un possibile appiglio per uscire da quella situazione. Ma progressivamente quella lotta si tramuta in accettazione. Ne nasce un’altra di lotta, quella per la sopravvivenza. Contro il freddo, contro la fame, contro le violenze e le aggressioni subite. Una lotta quotidiana contro la paura. E in questa sua vita fatta di dolore, tormento e angoscia, Pasqualina ha una fede, che non è quella religiosa, che sua nonna avrebbe certo voluto trasmetterle. La sua fede è il suo sogno, l’unica grande passione della sua vita, la cucina. Pasqualina voleva diventare una cuoca, ma la povertà e le numerose difficoltà incontrate non glielo hanno permesso. Eppure, essendo proprio una fede la sua, essa non svanisce, nonostante tutto. Non svanisce anche ora che ha settantacinque anni e vive in strada da molti, moltissimi anni. Perché anzi lei dice che “prima o poi, se a una cosa ci credi, quella arriva”. Ed è questo infatti che le succede. Pasqualina si sta preparando a un incontro, un incontro per lei molto importante, un incontro con un cuoco. Non sappiamo se l’incontro ci sarà o meno. Non sappiamo quanto esso sia frutto della sua immaginazione. Ma le crediamo, e aspettiamo con lei che arrivi quel momento. Lo facciamo con quell’atteggiamento tipico di Pasqualina, con quel sorriso e quell’ironia che la contraddistinguono nonostante tutta la sofferenza subita.

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