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Doris Every Day

DoveComeQuando
Regia: Pietro Dattola
Drammaturgia:
Attori: Flavia Germana de Lipsis Andrea Onori
Trailer: Link
Anno: 2014

di Laura Bucciarelli, regia di Pietro Dattola


'Doris Every Day' ha vinto il Premio di drammaturgia DCQ-Giuliano Gennaio per "la scrittura curiosa, crudele, ironica, sul mondo e sull'immaginario femminile, un concentrato di cattiveria che ha il sapore fresco e stimolante della verità, reso con una prosa caustica, briosa e originale".

Il progetto di spettacolo ha poi conquistato La Cattiva Strada, vincendo il bando di residenza 2014 presso il Teatro Studio Uno di Roma.


"Mamma diceva:
'Sorridi. Distendi il collo. Sbatti le ciglia. Allarga le spalle.
Ripeti con me. Sono luminosa.
Ripeti. Sono brillante.
Ripeti. Sono leggera.
Ripeti. Sono levigata.
Ripeti. Sono bella, naturalmente.
È il minimo.'"

La bellezza come ideale, aspirazione, must. Perchè se guardi lo specchio, lo specchio ti guarda.
Occorre una buona base di partenza, certo, ma anche prodotti di qualità, regole ferree e un lavoro rigoroso, costante. Every day. Se non si è in grado di prendersi cura di sé con ogni mezzo, inutile pretendere di stare al mondo.

E così, Doris è bionda.

Non è nata bionda. Ha studiato.

Era bionda dentro.

Il suo fine, ossessivamente inculcatole dalla madre, è uno solo: vivere felice e contenta, per sempre. Come una bambola in una favola. Ma non si vince se non si è accettati e non si è accettati se non si appare come gli altri ti vogliono - altrimenti la vita è un vergognoso spreco.

Doris oggi aspetta il suo "Ken", il suo nuovo, forse ennesimo, forse ultimo, rendez-vous romantico. Con lui, il sogno perfetto potrebbe finalmente prendere forma. Ma la realtà non può essere ridotta ai desideri di plastica di una bambola: la realtà è l'altro, l'inaspettato, il confronto fuori dalle mura rosa della campana di vetro. Doris non è preparata alla realtà e il suo "Ken", il nostro Ken, campione di normalità e buona volontà, non riesce a starle accanto.

Carillon rotto in cerca d'aiuto, Doris si ritrova sola, gli occhi del mondo, del pubblico, addosso per il giudizio finale, la sua personale apocalisse: inizia il suo rito, ripete i suoi mantra paradossali, sfodera inusitati pregi, fa sfoggio dell'ovvio portandolo in trionfo - ma più stringe i denti, più perde impietosamente terreno. Chiede amore, ma nessuno guarda al di là di quello scherzo della natura cui lei si è ridotta, nessuno se la sente di adottarla: ci vuole troppo coraggio, ci vuole troppa vita. In modo sleale si pretende senza aver mai chiesto; spietatamente si rifiuta chi si esegue e fallisce. Bene così, allora: al pubblico l'agio delle apparenze, a Doris la verità della sua parrucca.

Non siamo ancora pronti, insegna Doris: non siamo sufficientemente coraggiosi da porgere la mano e offrire il nostro aiuto a chi inciampa, cadendo rovinosamente, in quelle stesse regole che noi per primi abbiamo malamente dettato.

A volte succede che un buffo cartonato rosa, sfuggito di mano, possa insegnare più di cento pupazzi ben vestiti.

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LUCI: ideale: 15 PC e 4 PAR; scalabile fino a 6 PC e 2 PAR/PC o 8 pezzi LED.

AUDIO: lettore cd, mixer, casse.

SPAZIO: 5x4 metri o più

SCENOGRAFIA: un tavolo; due sedie; un portavivande; cinque grucce con vestiti appese a un'americana o a delle quinte sul fondo.
I nostri spettacoli si basano su pochi elementi di scena e privilegiano l'azione, ossia la progressione di eventi necessitati in una storia, senza limitarsi a uno scambio di battute, che potrebbero anche essere recitate immobili.

L'obiettivo è immergere lo spettatore in un "sogno ininterrotto", da cui riemergere solo al termine della rappresentazione, in modo da fargli vivere un'esperienza quanto più profonda e soddisfacente possibile.

La compagnia è diretta da Pietro Dattola, drammaturgo, sceneggiatore e regista, vincitore di numerosi premi drammaturgici (tra cui il Premio Internazionale Flaiano con il testo "Il signor Cugino"), e formatosi, tra gli altri, al Corso di perfezionamento in sceneggiatura (RAI- Script). Suoi testi sono stati rappresentati a Roma, Milano e Reggio Emilia da registi quali Giuseppe Marini, Hossein Taheri, Marcello Cotugno, Andrea Baracco e dal Maestro Giorgio Albertazzi.
Insieme a Flavia Germana de Lipsis - la quale, dopo il diploma di attrice presso l’International Acting School (Giorgina Cantalini), ha studiato, collaborato e lavorato con registi e coach anche internazionali, tra cui Margarethe Assmuth, Massimo Avogadro, Alessio Bergamo, Massimiliano Civica, Daria Deflorian, Giles Foreman, Ron Gilbert, Lena Lessing, Francesco Randazzo, Evdokimos Tsolakidis, Alessia Siniscalchi, Giles Smith e Antonio Tagliarini - costituisce, da dieci anni, il fecondo sodalizio artistico al centro della produzione di DoveComeQuando.

Oltre ai propri spettacoli, DoveComeQuando organizza tre iniziative volte alla promozione delle forze emergenti in campo teatrale:

1) dal 2009, il Premio di drammaturgia DCQ - "Giuliano Gennaio", che si caratterizza per l'assoluta gratuità della partecipazione e per il premio, che nel panorama teatrale è tra i più ambiti: la messa in scena dell'opera - la quale avviene interamente a cura e a spese di DoveComeQuando;

2) dal 2011, il Festival INVENTARIA (ex Rassegna DCQ), ospitato nello storico Teatro dell'Orologio di Roma (sala Grande + sala Gassman), è diviso in tre sezioni in concorso (Spettacoli, Monologhi/Performance, Corti teatrali) e in una fuori concorso. Dal 2014 il Festival è a partecipazione totalmente gratuita;

3) dal 2012, il concorso di fotografia di scena "Scene da una fotografia", che si avvale, tra le altre, delle partnership con l'Istituto Quasar Design University e con la rivista di fotografia Kairos Magazine, legata all'Accademia del Teatro alla Scala di Milano.