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SocialMente

FRIGOPRODUZIONI
Regia: Francesco Alberici e Claudia Marsicano
Drammaturgia: Francesco Alberici
Attori: Claudia Marsicano e Francesco Alberici
Trailer: Link
Anno: 2015

Un giorno o un anno di vita (la dimensione atemporale impedisce ogni cronologia esatta) di due giovani totalmente alienati. In un’allucinazione continua scorrono i sogni di successo e gli incubi di fallimento di due soggetti desiderosi di essere ma incapaci di farlo.


La nostra poetica è volta a esplorare il grado zero delle dinamiche di relazione interpersonali. Gli elementi caratterizzanti di questa scelta sono da una parte la compressione del testo, o meglio del linguaggio utilizzato, che implode e si disintegra: la forma privilegiata di comunicazione non è né il dialogo, né il monologo, ma lo sproloquio, verbale e fisico, che si muove tra lunghi silenzi e improvvise esplosioni. Dall’altra, la scelta di lavorare nelle coordinate dello spazio mentale dei personaggi, spazio nel quale non è possibile stabilire una linea netta di demarcazione tra un’azione ed un pensiero del personaggio.

La realtà in cui viviamo è scandita dall’irreale.
Il principio di realtà è subordinato a un principio di virtualità, che lo influenza e definisce.
Ad esempio l’identità di ciascuno di noi è complementare all’identità virtuale.
Se non sono su facebook, in parte non sono anche nella realtà.
Mettere un like, aggiungere o bloccare qualcuno, eliminare un amico sono tutte azioni assolutamente virtuali, irreali, eppure la ricaduta di tali azioni è tangibile, reale: la tristezza che ci procura l’essere eliminati o il gusto lievemente sadico legato al bloccare una certa persona sono sentimenti reali, che percepiamo sulla nostra pelle. I social network sono dei contenitori all’interno dei quali si sviluppano e si sfogano le nostre pulsioni, le nostre emozioni, le nostre paure.
Un altro contenitore virtuale che media la realtà percepita è la televisione. Ciò che accade all’esterno e che non sperimentiamo in prima persona, lo viviamo attraverso i mezzi virtuali.
Questo meccanismo vale a tal punto che, alle volte, l’irreale prende il sopravvento sul reale: non siamo toccati dal signore che incontriamo per strada e che ci chiede l’elemosina, fatichiamo a vivere pienamente un sentimento amoroso, ma un’inchiesta sui clochard e un talent sul canto possono emozionarci sino alle lacrime. In questi specchi virtuali ritroviamo noi stessi, più di quanto riusciamo a farlo nel reale, nella vita vissuta.
Sarebbe superficiale e pericoloso azzardare un giudizio su questi fatti, definirli positivi o negativi, giusti o sbagliati, restano fatti, tuttavia. Abbiamo tentato di analizzarli e descriverli mediante il linguaggio del teatro.

(francesco alberici)

Altri crediti: Aiuto regia: Daniele Turconi

Produzione: FRIGOPRODUZIONI

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Spazio scenico
scenario a partire da dimensioni minime di 4 mt x 5 mt
richiesta oscurabilità.
richiesti fondale nero e quinte laterali.

Impianto luci
n.2 prese elettriche sul palco (o nel retro), n.2 prolunghe (in caso non fossero disponibili, si prega di comunicarlo alla compagnia, che provvederà autonomamente), n.2 sagomatori, n.3 PC 500, n.3 PC 1000

Impianto audio
n.1 mixer, n.1 o 2 casse di amplificazione a seconda dello spazio/ambiente

Tempo montaggio
1 ora montaggio
1 ora smontaggio

Referente tecnico
Daniele Turconi

tel. 333 346 1457

e mail turconiele@gmail.com
FRIGOPRODUZIONI (etichetta di produzione artistica) indaga i fallimenti del contemporaneo con feroce e stoica determinazione.

Nasce dall’incontro tra Francesco Alberici, Claudia Marsicano e Daniele Turconi.
Nel 2015 debutta Socialmente: accolto molto positivamente sia dal pubblico che dalla critica, ottiene numerosi premi e riconoscimenti.
Nel 2017 al festival Primavera dei Teatri debutta Tropicana, seconda fatica del gruppo, che si avvale della collaborazione di Salvatore Aronica.
Entrambi gli spettacoli vengono ospitati nelle principali piazze e in numerosi festival di tutta Italia (Operaestate, Primavera dei Teatri, Todi Festival tra gli altri).
Claudia Marsicano vince nel 2017 il premio UBU come miglior attrice under 35.

Autori, registi e interpreti dei propri lavori i tre amano aprirsi ad altre collaborazioni, lasciando che il proprio percorso comune si arricchisca nell’incontro con altre poetiche e altri pensieri. Francesco Alberici collabora con Deflorian Tagliarini (Il cielo non è un fondale, Scavi, Quasi Niente, Chi ha ucciso mio padre). Claudia Marsicano con Silvia Gribaudi (R.osa) e Le vie del Fool (Made in China, Heretico). Daniele Turconi con Le vie del Fool (Heretico) e lavora come autore e interprete allo spettacolo Mondo Cane.



RICONOSCIMENTI

Socialmente

Primo premio Festival Young Station 2014
Primo premio Offerta Creativa 2014
Primo premio Anteprima 2015
Selezione Festival Strabismi 2015
Selezione Festival Collinarea 2015
Selezione Festival Tagad'OFF 2015
Selezione Rassegna Presente 2015
Selezione Direction Under 30 2015
Selezione Magnifico Teatro 2014
Selezione ConfrontiCreativi 2014

Tropicana

Vincitore Bando Citofonare PimOFF 2016
Vincitore Bando CURA 2016
Selezione Direction Under 30 2018



SGUARDI CRITICI

Socialmente

"L’esordio di Frigoproduzioni rappresenta un segnale confortante sul fronte dell’immissione di nuove idee nel teatro d’oggi. È notevole soprattutto per lo sforzo di auto rappresentazione che lo ispira, spinto alle soglie di una livida caricatura generazionale.”

Renato Palazzi, Del Teatro


"Frigoproduzioni propone una pièce incisiva, dai toni molto aspri, aprendo un duro squarcio sulla realtà di appartenenza. Sicuramente una proposta innovativa, una ventata di aria fresca e giovane nel panorama teatrale italiano, spesso ancorato a vecchi cliché.”

Tiziana Montrasio, Il Sole 24 Ore


"SocialMente, fin dal gioco di parole del titolo, sintetizza e analizza la realtà e la menzogna che ci circondano, senza il distacco estetizzante che contraddistingue altri lavori di compagnie giovani, ma gettando uno sguardo ironico sulla realtà, e auto-ironico su una generazione.

Oliviero Ponte di Pino, Giulia Alonzo, Ateatro


Tropicana

“I ragazzi di FRIGOPRODUZIONI, dietro l’apparente leggerezza, hanno messo sù un lavoro in cui si raccontano con sincerità e bravura senza guardarsi solo l'ombelico come tanta drammaturgia e post drammaturgia che si vede in giro. Il fallimento comunicativo di Tropicana è quello di tanti giovani artisti, sospinti tra le ineluttabili dinamiche del successo e l'estro della propria poetica.”

Anna bandettini - Repubblica.it


“Tropicana, è uno spettacolo asciutto ed efficace, che si presta a letture stratificate. Ci si può abbandonare al fuoco di fila di nonsense e alle note orecchiabili del calypso, e poi lasciarsi sorprendere dai cortocircuiti che si creano tra il testo della canzone (dove un jingle pubblicitario fa da contrappunto a un’esplosione atomica), le vicende di quella band anni ‘80 dal nome mal scelto, e i rovelli identitari della giovane compagnia sul palco.”

Maddalena Giovannelli - Stratagemmi


“Le piccole controversie fra i quattro, le rivendicazioni di effimero potere, i balletti e i finti spot pubblicitari del succo da cui prende il titolo la canzone, così, non appaiono altro che i tentativi di riempire quello che si avverte come un vuoto, non tanto di vocazione ovvero di ispirazione, quanto di ascolto. E allora la domanda vera non è tanto, ma bisogna avere qualcosa da dire? Quanto, ma là fuori, c’è qualcuno cui interessi davvero quello che ho da dire?”

Laura bevione - PAC


“In scena l’aria è rarefatta, l’atmosfera è fredda, chirurgica nei rapporti e nelle espressioni. Idem per la recitazione, calibrata al millimetro, a fil di lama. Naturale ma gelida allo stesso tempo. Altro che ironia. Lo sbotto di Marsicano, prima di lasciare il microfono e uscire di scena, è una doccia gelata – e, più che autoironia, si respira una sottile forma di violenza. Tropicana, in quanto spettacolo, è un’elaborazione: della paura, della paralisi, dell’ansia e dell’aspettativa. «Sai, capita che hai una bella idea e poi, per trent’anni, più nulla»: la domanda implicita in questa frase si insinua sotto la pelle – inquietante, deprimente, paralizzante.”

Mailè Orsi - Persinsala.it


“Lo spettacolo compie un'autobiografia del presente utilizzando una biografia del passato. Non c'è tuttavia immedesimazione effettiva, ogni mimetismo è bandito, nessuno degli attori finge davvero e fino in fondo di essere uno dei componenti del Gruppo Italiano: ne riprende invece, in termini di sovrapposizione e per analogia, il ruolo umano e artistico perché emerga una crudele e amara dinamica della dissoluzione, il modo nel quale un collettivo di amici sogna, sfiora, afferra il successo nello stesso momento in cui viene a sua volta afferrato, dominato e sta per essere stritolato dal successo: non ne rimarranno infine che i cocci.”

Alessandro Toppi - Il Pickwick.it