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L'anarchico non è fotogenico - cap. 1 Trilogia Tutto è bene quel che finisce

quotidiana.com
Regia: Roberto Scappin
Drammaturgia: Paola Vannoni
Attori: Roberto Scappin | Paola Vannoni
Trailer: Link
Anno: 2014
Adatto a: per tutti


Generi: Prosa
È il principio di buona morte, legato al concetto di fine o accelerazione di una fine certa, che attraversa i tre capitoli di Tutto è bene quel che finisce.
Nell’Anarchico non è fotogenico si intreccia con le eutanasie negate, riferite non solo al campo medico-scientifico ma anche a quello della politica, della biopolitica e della cultura.
Due cow-boy, poi improbabili danzatori, o forse solo due esseri in bilico ai limiti del paradosso pronunciano il loro bà-sta!, un'esclamazione forte, quasi performativa, che traccia il confine dell'opportunità o della sopportazione e genera una cesura fra presente e futuro.
Sui margini di questa cesura si pongono le due figure attraversando ciò che necessita di essere ripensato, dal rapporto con la morte a quello con la bellezza, dal senso del teatro alla sua relazione con lo spettatore (e ancora: dove si colloca oggi il teatro contemporaneo, in quale organo del corpo sociale? Nella mente o nello stomaco, in attesa di essere digerito? O tenta acrobaticamente una sintesi che appaghi l’una e l’altra istanza?)
Sfiorando il surreale per far risaltare il reale si tenta di scombinare le vecchie strutture e realizzare nuove combinazioni, sollecitando un intelletto disobbediente e operativo, complice un testo che passo dopo passo si oppone all’opinione comune e alle mistificazioni del buon senso.

Altri crediti: con il sostegno di Provincia di Rimini, Regione Emilia-Romagna

Produzione: quotidiana.com , Armunia/Festival Inequilibrio

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Roberto Scappin e Paola Vannoni fondano nel 2003 a Rimini quotidiana.com
La ricerca di un proprio linguaggio si intreccia al percorso di produzione dei testi.

Nel 2008, con la Trilogia dell’inesistente, la compagnia esprime compiutamente la propria cifra artistica.
Il Primo episodio della Trilogia, Tragedia tutta esteriore, vince il premio Stefano Casagrande – Teatri di Vita, Bologna.
I testi della Trilogia dell’inesistente sono pubbicati da L’Arboreto Edizioni, Mondaino.

Dal 2008 a oggi con A casa, bambola! la compagnia ha prodotto quindici spettacoli.
Un percorso di ricerca e sperimentazione che prosegue nel solco di una scrittura dialogica fatta di domande e risposte, temperature surreali e comiche che hanno un valore politico, perché si inseriscono nei nodi gordiani dell’etica, dell’estetica e, più in generale, dei dilemmi esistenziali. E che cerca una sua cifra espressiva nella stilizzazione dei due personaggi dialoganti, nella loro recitazione pacata ma “sorniona”, apparentemente immobile ma icastica, che amplifica l’effetto straniante e ironico dei loro testi.

Nel 2019 la compagnia ha presentato alla Biennale Teatro di Venezia, nella direzione di Antonio Latella, un segmento della propria produzione.

Nel 2022 con Titivillus ha pubblicato i testi della seconda Trilogia Tutto è bene quel che finisce.
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