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Dad or aLIVE

Cranpi

Play in the repertoire

Theatrical genre
Prose
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Regia: Michele Tonicello e Giovanni Frison

Drammaturgia: Michele Tonicello e Giovanni Frison

Attori: Michele Tonicello e Giovanni Frison

Other credits: uno spettacolo di BumBumFritz
con Michele Tonicello e Giovanni Frison
scritto e diretto da Giovanni Frison
da un’idea di Michele Tonicello
musica, luci, videomapping e live electronics Giovanni Frison
movimenti scenici Stefania Borella
tecnica del suono Christian Reale
assistenza video Riccardo Nicolin
assistenza tecnica Massimiliano Chinelli, Matteo Nicolin, Luca Scotton
postproduzione musicale Max Trisotto
foto di scena Manuela Giusto
ufficio stampa Antonella Mucciaccio

con il contributo di MiC – Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna
con il sostegno di Scenario ETS, L’Arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale – Centro di Residenza Emilia-Romagna, Teatro Biblioteca Quarticciolo
grazie a Babilonia Teatri e Francesca Macrì

PRIMA NAZIONALE: Spazio Diamante 2026, Roma

Key words: Essere genitori oggi, cambiamento climatico, precarietà, inverno demografico

Production: Cranpi, La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale, La Corte Ospitale, Pergine Festival, BumBumFritz

Year of production: 1996

Theatrical genre: Prose

Dad or Alive nasce da una domanda che attraversa una generazione intera: mettere al mondo un figlio oggi è un atto di coraggio o di incoscienza? In un’epoca segnata da crisi climatiche, precarietà economica, instabilità globale ed ecoansia crescente, il desiderio di diventare genitori si scontra con la paura di un futuro fragile, difficile da immaginare e ancora più complesso da trasmettere. Lo spettacolo attraversa questo conflitto con sincerità e densità emotiva, trasformando dubbi, confessioni e slanci vitali in materiale scenico condiviso.

Drammaturgia, musica elettronica dal vivo e immagini si intrecciano in un unico dispositivo performativo. Parola e suono non convivono come livelli separati, ma si cercano, si interrompono, si amplificano. La voce porta pensieri, confessioni e tensioni; la musica porta ritmo, respiro, cadute e ripartenze. Synth, loop e campioni vengono generati in scena, costruendo un ambiente sonoro che misura la pressione emotiva dei racconti, apre e chiude quadri narrativi, dilata o trattiene l’attesa. La musica non accompagna: argomenta, contraddice, sostiene ciò che viene detto e ciò che resta indicibile.

La luce, proiettata sui performer, diventa parte attiva della grammatica scenica. Rafforza segni, amplifica dettagli, illumina gesti minimi — mani che suonano, micro-azioni, transizioni — rendendo visibile la materia sonora che attraversa il palco. Voce, elettronica live e videomapping compongono così una partitura condivisa che tiene insieme contenuto, percezione e movimento.

Dad or Alive dà voce a una domanda collettiva: come si cresce e come si fa crescere qualcuno mentre il mondo cambia sotto i nostri occhi? Tra ironia e inquietudine, tra desiderio e paura, lo spettacolo costruisce un luogo dove immaginare la possibilità di un futuro, anche quando il futuro sembra sfuggire. È un’indagine intima e politica che parla a chi oggi si chiede non solo “voglio un figlio?”, ma soprattutto “in che mondo vivrà?”.

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