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Non chiamateli eroi. Storie di lotta alle mafie

Teatro Bresci

Play in the repertoire

Theatrical genre
Prose
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Regia: Anna Tringali

Drammaturgia: Anna Tringali

Attori: Giacomo Rossetto

Other credits: composizione e musiche dal vivo Matteo Nicolin
Tratto da "Non chiamateli eroi" di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, edito da Mondadori

Key words: non chiamateli eroi, gratteri, mafie,

Production: Teatro Bresci in collaborazione con Mondadori

Year of production: 2026

Theatrical genre: Prose

Non ci sono eroi in questo spettacolo.



Ci sono uomini e donne, pure bambini; vite vere, non immaginate. Vite vissute.







Persone comuni che loro malgrado sono divenute emblema di chi ha scelto da che parte stare, di chi ha deciso di non voltarsi né di abbassare lo sguardo, di chi ha voluto difendere le proprie idee e la propria dignità, di chi si fa presidio di resistenza, spesso silenziosa, ma sempre necessaria, contro la sopraffazione e la violenza delle mafie. E ci sono anche persone che senza nemmeno sapere cosa fosse la criminalità organizzata, sono divenute vittime innocenti di una brutalità che non guarda in faccia a nessuno, neppure ad un bimbo di tre anni.



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Non ci sono eroi in questo racconto, ma cittadine e cittadini qualunque, imprenditori, giornalisti, magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine, preti, le cui vicende attraversano l’Italia dagli anni ’40 ad oggi, da Nord a Sud, aprendo affacci alla politica e alle dinamiche sociali di un Paese complesso come il nostro che troppo spesso ha dovuto fare i conti con organizzazioni criminali spietate e feroci.



Non ci sono eroi. Ci sono gli occhi di ragazzino di Giuseppe Letizia che, nel buio, assistono spaventati al feroce assassinio di Placido Rizzotto, la lotta solitaria del generale Dalla Chiesa, l’attivismo coraggioso di Peppino Impastato; c’è la determinazione di Libero Grassi a non cedere ai tentativi di estorsione, l’alternativa offerta ai giovani da don Pino Puglisi, il diritto alla libertà rivendicato da Lea Garofalo (e sua figlia Denise), l’inconsapevolezza di Giuseppe Di Matteo e Cocò Campolongo, e ci sono i giudici Falcone, Borsellino e Livatino.



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Non ci sono eroi da imprese epiche, ma uomini e donne che hanno saputo compiere azioni importanti ed audaci o anche gesti minimi ma in grado di essere irreversibili e di lasciare il segno.



Crediamo sia opportuno passare dall’ eroicizzazione all’umanizzazione delle vittime.



Perché ognuno di noi può fare qualcosa, “e se ognuno lo fa, allora si può fare molto”.







Non chiamateli eroi.



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Il libro scritto dal Prof. Antonio Nicaso e Procuratore Nicola Gratteri diventa materia viva attraverso una narrazione lucida, coinvolgente, emozionante, a tratti spietata.







Le parole dette da Giacomo Rossetto, lontane da qualunque retorica celebrativa eppure in grado di commuovere e guidare in profondità, dialogano continuamente con le atmosfere create in diretta sul palco dai suoni sorprendenti di Matteo Nicolin, in un’operazione che vuole essere strumento di conoscenza e informazione immersiva ed appassionante.

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