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ALICE NELLE FOGNE DELLE MERAVIGLIE - una fiaba intersezionale

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Play in the repertoire

Theatrical genre
Children's theatre (10-99)
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Regia: Lauraluna Fanina

Drammaturgia: Angela Dionisia Severino

Attori: Angela Dionisia Severino

Other credits: di e con: Angela Dionisia Severino
regia: Lauraluna Fanina
assistente alla regia: Simona Batticore
drammaturgia musicale: Teresa Di Monaco
costumi: Dario Biancullo
disegno luci: Sebastiano Cautiero
consulenza sound design: Paolo Montella

Key words: Gentrificazione, capitalismo, fiaba, ecotransfemminismo

Production: Lo spettacolo è stato prodotto con il sostegno degli spazi e delle maestranze offerte da L'Asilo di Napoli. La produzione amministrativa è a carico di Collettivo EFFE

Year of production: 2026

Theatrical genre: Children's theatre (10-99)

Alice correva ma correva, sui basalti neri di una periferia napoletana. Quando, a un certo punto cadde, senza chiedersi come avrebbe fatto per uscirne fuori.

Parafrasando Carrol e attualizzando Alice, la caduta nel magico mondo delle meraviglie diventa la scoperta di un mondo sotterraneo dove si trovano tutte le creature che, per un motivo o per un altro, sono state cacciate dalla città. Una fiaba metropolitana che unisce il racconto di un classico alle derive della post-modernità. Dalla gentrificazione alla turistificazione che attraversano le nostre città fino alle diaspore vere e proprie che interi popoli si trovano a vivere, oggi, sotto i nostri occhi. “Siamo sempre gli esclusi di qualcuno”: questa le ragioni della nascita delle Fogne delle Meraviglie.



Alice è un racconto e un monologo.

E’ un sogno e una performance.E’ una fiaba intersezionale, che unisce la forma più antica del “cunto” napoletano al teatro di ricerca e alla performance.



E’ una caduta e un viaggio di scoperta: nei sotterranei della città, nelle fogne dell’anima, nel rimosso personale e collettivo. Ma in quelle stesse fogne, Alice ritrova parti di sé e le riporta alla luce, stravolgendo le categorie di sopra e sotto, di buio e luce, di sporco e pulito.

Parafrasando Carrol e attualizzando Alice, la caduta nel magico mondo delle meraviglie diventa la scoperta di un mondo sotterraneo dove si trovano tutte le creature che, per un motivo o per un altro, sono state cacciate dalla città.



Una fiaba metropolitana che unisce il racconto di un classico alle derive della post-modernità. Dalla gentrificazione alla turistificazione che attraversano le nostre città fino alle diaspore vere e proprie che interi popoli si trovano a vivere, oggi, sotto i nostri occhi.



Pochi elementi, una sedia, uno zainetto, una ruota di motorino: residui diurni, piccoli oggetti quotidiani che nella vita onirica, in cui tutto è possibile, si trasformano in troni, pellicce regali, nobili collier…

I sogni fanno questo, sistemano la psiche, turbano, scuotono, portano fuori e Alice così diventa regina del sottosuolo, una Vergine Tellurica paladina di un’animalità bandita, repressa, eppure con lei gentile, riconoscente, che parla una lingua sconosciuta e a lei magicamente comprensibile.

Alice è sveglia e vive in un sogno collettivo, l’incubo di un presente troppo veloce e intangibile per lei.

Ma Alice sogna e sognando si desta. Quei topi hanno ormai visto la luce, le fogne sono scoperchiate, la città è davvero piena di buche e il dado è tratto.

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