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Cruche

Simonetta Napoleone

Play in the repertoire

Theatrical genre
Children's theatre (11-70) Prose
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Regia: Simonetta Napoleone

Drammaturgia: Simonetta Napoleone

Attori: Simonetta Napoleone

Other credits:

Key words: Commedia, Divertimento, Riflessione, Coinvolgente, Sola

Production: Autoproduzione

Year of production: 2026

Theatrical genre: Children's theatre (11-70) Prose

Sinossi: Cruche è una donna stanca, goffa e scorbutica. Una serva ormai sfatta, che dopo aver abbandonato il lavoro a servizio di una famiglia benestante, si rifugia nella sua vecchia casa, un luogo dimenticato e polveroso che diventa rifugio e specchio della sua memoria. In quelle stanze vuote prende forma un monologo che è insieme confessione, resa dei conti e struggente viaggio nel tempo.

Con ironia amara e parole taglienti, Cruche rivive le fatiche e le umiliazioni patite nella casa dei padroni, un mondo che l’ha sfruttata e consumata fino a svuotarla di sé. Rabbia e sarcasmo diventano la sua lingua, ma sotto la corazza emerge una fragilità che non riesce più a nascondere. Perché Cruche non è sempre stata così: dietro il corpo appesantito e la voce ruvida c’è una donna che un tempo sapeva ridere, sognare e perfino amare.

Il cuore del monologo è il ricordo della “bambina di casa”, la piccola che Cruche ha cresciuto quasi come fosse sua, con una dedizione materna che non le è mai stata riconosciuta. Nel rievocarla, la durezza del personaggio si incrina: l’amarezza lascia spazio alla commozione, il rancore si mescola alla tenerezza, e il passato prende vita in un delicato intreccio di immagini e sensazioni. È in questo oscillare tra rabbia e dolcezza, tra rivendicazione e nostalgia, che si svela la complessità di Cruche.

Il monologo non racconta solo la vicenda di una serva dimenticata, ma si fa specchio di una condizione universale: quella di chi vive nell’ombra, senza voce né riconoscimento, e si ritrova a fare i conti con ciò che resta della propria esistenza. La scena diventa così luogo di resistenza e di liberazione, spazio in cui una donna marginale, relegata ai margini della società, rivendica la sua storia e la sua umanità.

“Cruche” è un atto di memoria e di dignità. Un racconto intimo e teatrale che mescola crudezza e poesia, durezza e vulnerabilità. Attraverso il corpo e la voce di questa serva apparentemente logora, prende vita un’umanità vibrante e piena di contraddizioni, che chiede di essere ascoltata



Linguaggio e Stile Esprissivo:

Il linguaggio unisce l'ironia amara e il sarcasmo tagliente a momenti di intimo lirismo e nostalgia. La recitazione si fonda su una forte presenza fisica ed espressiva (il corpo sfatto, la voce ruvida e la gestualità goffa di un personaggio marginale), oscillando continuamente tra la maschera comico-grottesca e la profonda vulnerabilità umana.



Genere:

Monologo teatrale / Drammaturgia contemporanea (Tragicomico / Grottesco e Intimo)

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