Regia: consulenza registica Fabio Scaramucci
Drammaturgia: Beatrice Marzorati e Davide Scaccianoce
Attori: Beatrice Marzorati e Davide Scaccianoce
Other credits: maschere di Monica Giordano e Andrea Cavarra
Key words: maschere, sogno, commedia dell'arte, arlecchino, carnevale
Production: Equivochi tribù creativa ETS
Year of production: 2025
Theatrical genre: Children's theatre (4-99) Figure
Una sartina di teatro è alle prese con un vestito impossibile da cucire e abiti di cui non è soddisfatta, ha trascorso tutta la notte a rammendare e sistemare i costumi e adesso ha pure finito la stoffa: come fare?! Ma ecco all’improvviso una fantasmagoria di personaggi anima il teatro e la sartina viene travolta dal gioioso caos delle maschere che lei è curiosa di conoscere e da cui viene scambiata per Colombina.
Grazie alle presentazioni e strambi corteggiamenti, la Sartina scoprirà di ciascuno di loro particolarità e vizi, con l’unico risultato di essere più confusa di prima. Solo una cosa è certa, tutti sono alla ricerca della maschera più dispettosa, più tenera e più divertente: Arlecchino! Sarà il suo arrivo a scombussolare di nuovo la Sartina, che questa volta scoprirà dietro la maschera l’amore.
Questo spettacolo è l'occasione per conoscere con tanto divertimento le maschere più famose e simpatiche della tradizione della Commedia dell’Arte: l’ingordo Dottore, l’avaro Pantalone, il Capitano sbruffone, il burattino dell’irriverente Pulcinella, lo smemorato Brighella e ovviamente il simpatico Arlecchino. Ma la Sartina coronerà il suo sogno d’amore? E riuscirà a finire il vestito? Chissà che Arlecchino e anche l’elegante stilista delle parole Gianni Rodari non le diano la giusta ispirazione…
Un caleidoscopio di personaggi, costumi e maschere che ci lasceranno in dono un pezzetto di sé e l’incanto di questi incontri sorprendenti da sogno.
NOTE DI REGIA
Questo spettacolo è un omaggio giocoso e gioioso alla Commedia dell’Arte e alle sue prestigiose maschere, che si presentano una dietro l’altra in un vortice colorato nel quale è impossibile non lasciarsi coinvolgere. Una tradizione secolare che riesce a rapportarsi con il presente senza risultare antiquata e fuori moda, grazie alla potenza e alla vitalità delle maschere che ancora affascinano bambini e adulti. La schiettezza delle maschere (paradossalmente non celano, ma svelano l’intimo) ci avvicina alla verità mostrando con un sorriso compassionevole e divertito i vizi, i difetti, le mancanze ma anche gli slanci, le ambizioni e i desideri che contraddistinguono ciascuno di noi.
L’altro elemento dello spettacolo è la rappresentazione dietro le quinte del teatro e dei suoi mestieri, le abilità e le competenze che si intrecciano per ottenere sul palco quell’istante di incanto e dei quali spesso il pubblico è all’oscuro. Il fascino della creazione risiede anche nel lavoro “da artigiano” di chi prova, cuce, costruisce, scrive, dirige… La natura stessa dello spettacolo è strettamente connessa all’arte drammatica: la prova d’attore e l’abilità nel trasformarsi (un solo interprete grazie alle maschere e a un burattino dà vita a sei personaggi mentre l’altra interprete porta avanti la cornice), le maschere in cuoio realizzate da maestri mascherai, la scrittura originale e “vissuta” attraverso improvvisazioni, l’allestimento anche per spazi non teatrali... Il sogno del teatro cura la realtà.
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