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LA DISCARICA DEI SOGNI

NestT Napoli est Teatro

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Theatrical genre
Children's theatre (8-99) Prose Performance
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Regia: ANNA CARLA BROEGG

Drammaturgia: ANNA CARLA BROEGG

Attori: MARCO BARTIROMO, ANTONIO CHIANESE, SABRINA INCORONATO, ALESSANDRA MANTICE E GIANLUCA TESONE

Other credits: AIUTO REGIA CHIARA SANTANIELLO COSTUMI ANDREA IACOMINO ORGANIZZAZIONE ALESSIA BERGAMENE VIDEO E FOTO ANDREA PAPA

Key words: NATALE, DISCARICA, GIOCATTOLI, SOGNI, ANIME

Production: con il supporto di NEST Napoli Est Teatro

Year of production: 2025

Theatrical genre: Children's theatre (8-99) Prose Performance

Cuore di stagno – La discarica dei sogni

Uno spettacolo per bambini e adulti, una fiaba contemporanea ispirata liberamente al “Soldatino di Stagno” di Hans Christian Andersen, che intreccia ironia, dramma e poesia.



Il Natale è da sempre il tempo in cui i desideri e le mancanze si fanno più forti. È la festa dei doni, dei giochi, delle attese, ed è per questo che i giocattoli sono diventati il suo simbolo universale.

Da Andersen allo “Schiaccianoci” di Hoffman fino ad arrivare a “Toy story”, i giocattoli prendono vita come metafora della società: piccoli, fragili, rotti. Portano in scena sogni di riscatto, parlano di identità, ruoli imposti e desiderio di trasformazione.

Lo spettacolo è ambientato in una discarica, un luogo surreale dove i giocattoli rotti e dimenticati vengono smistati: da una parte quelli da salvare, dall’altra quelli da buttare definitivamente. Qui Babbo Natale, stanco e disilluso, deve decidere: li salvi o li butti?



Il Natale, diventa il teatro di un racconto sui giocattoli imperfetti, simboli di sogni infranti e speranze da ritrovare. Il soldatino zoppo, la ballerina incerta, la bambola di pezza e l’orso cinico si ribellano alla loro condanna, unendo ironia, emozione e solidarietà per ritrovare la propria voce e dignità.



Tra dialoghi comici, monologhi intensi e momenti di tenerezza, la narrazione affronta temi come diversità, abbandono, consumismo e il bisogno di sentirsi a casa, invitando il pubblico a riflettere sul valore della memoria e dell’inclusione.

Perché, in fondo, siamo tutti giocattoli in cerca di un posto dove esistere davvero. E il Natale — come il teatro — è la magia che ce lo permette.

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