Regia: PINO DI BELLO
Drammaturgia: PINO DI BELLO
Attori: ENRICO DE MEO , MONICA LAVORATORI
Other credits: voci recitanti Fabiola Marchesi, Alessandro Sembolini
illustrazioni Monica lavoratori
scenografia Daniela Castelli
Key words: smartphone, mostro, scatola magica, fantasia.
Production: PANEDENTITEATRO
Year of production: 2026
Theatrical genre: Children's theatre (6-99) Prose Figure
Elia è un bambino di 6 anni con un’energia inesauribile, una grande curiosità e il desiderio di passare un sacco di tempo a giocare con la mamma e il papà. Ma i suoi genitori, costantemente impegnati col lavoro da casa, non riescono a stargli dietro. Così, per guadagnare un po’ di pace, commettono un grave errore mettendogli tra le mani uno smartphone. In un attimo il silenzio scende sulla casa: Elia resta ipnotizzato dal flusso ininterrotto di immagini e suoni, con la conseguenza pressoché immediata di smettere di parlare, di chiedere e di fantasticare.
A rompere l'incantesimo ci pensa sua nonna che con astuzia e affetto, inventa la storia di un mostro che piano piano sta avvolgendo tutti; un’ombra invisibile che si nutre delle indigestioni da schermo e aspira dal cervello dei bambini pensieri, sogni e curiosità, trasformandoli in tanti piccoli zombie.
Per proteggerlo, la nonna gli regala una semplice scatola di cartone vuota. All'inizio Elia è deluso, ma ben presto scopre che la scatola “può parlare” e che dentro c’è spazio per tutto ciò che la fantasia riesce a figurarsi. La scatola diventa così la Freccia Nera, una nave pirata spaziale con motori a broccoli, cucchiai marziani e calzini puzzolenti usati come armi. Quando Elia si accorge che il Mostro ha contagiato anche mamma e papà, sarà proprio il potere del suo gioco a scatenare una grande battaglia in salotto, a rompere la prigione dei display e a riportare l'intera famiglia a ridere insieme.
Lo spettacolo affronta una delle questioni più attuali della società contemporanea: l’isolamento provocato da un uso sconsiderato dei telefoni e dei social, e la progressiva scomparsa del dialogo tra genitori e figli.
Attraverso un registro comico, poetico e fortemente dinamico, la pièce non colpevolizza la tecnologia, ma contrappone ad essa la magia insostituibile dell’immaginazione attiva. La scatola di cartone — simbolo classico del gioco essenziale — dimostra come la creatività non abbia bisogno di algoritmi, ma solo di uno sguardo capace di meravigliarsi.
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