Regia: Carlo Compare
Drammaturgia: Carlo Compare, Alessio Longo, Erica Varzari
Attori: Branco Viola, Longo Alessio Elia, Santulli Aurora, Varzari Erica
Other credits: Coreografie: Branco Viola, Longo Alessio Elia, Santulli Aurora, Varzari Erica
Luci: Carlo Compare
Key words: Bambini, magia, inclusività, divertimento, circo
Production: Compagnia FavolaFolle APS
Year of production: 2026
Theatrical genre: Children's theatre (6-14) Prose Dance Performance
Edda, una giovane inventrice, vive isolata nel suo laboratorio insieme ad Alex, un’intelligenza artificiale costruita da lei stessa, e Arturo, un maldestro aiutante mai all’altezza delle aspettative. Convinta che il talento possa essere creato e controllato attraverso una macchina, tenta di costruire il “circo perfetto”. Ma il suo esperimento fallisce. Grazie a un’intuizione inattesa, la macchina si trasforma in un mezzo di ricerca: non servirà più a creare talenti, ma a trovarli. Inizia così un viaggio alla scoperta delle “stelle”, non nei cieli, ma nelle persone. Durante il percorso Edda e Arturo incontrano Amélie, un clown goffo e apparentemente incapace, che nasconde però una forma di bellezza imprevedibile; e Bianca, una giovane intrappolata nelle aspettative familiari, incapace di riconoscere il proprio desiderio di libertà. Gradualmente il gruppo si trasformerà in una vera compagnia: un piccolo circo contemporaneo in cui ogni limite diventa linguaggio e ogni diversità diventa valore.
Bizarre è uno spettacolo teatrale contemporaneo che unisce comicità, poesia e teatro fisico in un viaggio alla scoperta del talento e dell’identità di ognuno di noi attraverso le relazioni. Si tratta di una produzione volta a formare uno spazio intergenerazionale, che crea un dialogo diretto tra gli attori in scena e il pubblico a cui si mira, ovvero i bambini e, più in generale, le nuove generazioni. Le tematiche affrontate contribuiscono alla riduzione di ogni forma di disuguaglianza, promuovendo una valorizzazione delle differenze e dei contesti relazionali aperti e accoglienti, e possono essere raggruppate in cinque macrocategorie:
- Il rapporto tra l’uomo e l’intelligenza artificiale: si propone una riflessione accessibile ma profonda sul rapporto tra gli esseri umani e la tecnologia. Alex rappresenta una conoscenza perfetta ma priva di esperienza emotiva: sa rispondere, ma non è in grado di comprendere. Il percorso di Edda mette in luce un passaggio fondamentale: dalla fiducia nella soluzione tecnica alla scoperta del valore delle relazioni umane.
- Il talento come scoperta: Il talento non è presentato come abilità straordinaria immediata, ma come qualcosa che emerge nel tempo. Amélie, Bianca e Arturo incarnano tre forme diverse di “errore”: incapacità, paura, blocco emotivo. È proprio attraverso questi limiti che ciascuno trova una forma espressiva autentica.
- Fragilità e trasformazione: Lo spettacolo ribalta il concetto di fallimento; ciò che non funziona diventa possibilità. Le difficoltà non vengono eliminate o negate, ma trasformate in linguaggio artistico.
- Relazione e gruppo: Il cambiamento dei personaggi avviene sempre attraverso l’incontro con l’altro. Il gruppo non è solo un insieme, ma uno spazio di riconoscimento reciproco.
- Linguaggi del corpo e della scena: Grande attenzione è data al corpo e alla voce come strumenti espressivi: mimo, movimento, danza, canto e azione fisica diventano mezzi di comunicazione alternativi alla parola.
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