Regia: Silvia Bologna
Drammaturgia: Massimiliano Piersanti
Attori: Damiano Ferraro, Jack Shaldrake, Caterina Bucci, Lara Marchioro
Other credits: Musica: Toto Chiavetta, Andrea Salerno
Video: Maria Francesca Godino
Key words: Happening site-specific multidisciplinare
Production: Forma Aperta Aps
Year of production: 2026
Theatrical genre: Children's theatre Dance Performance
PRESSIONE è un progetto multidisciplinare site-specific ideato e prodotto da Forma Aperta APS, nato dall’esigenza di indagare il concetto di pressione come condizione fisica, emotiva e sociale.
La pressione è una forza invisibile ma concreta: agisce sui corpi, sugli spazi e sulle relazioni, modifica gli equilibri e produce trasformazioni. Da questa idea nasce un percorso performativo immersivo in cui il pubblico non è semplice spettatore, ma attraversa uno spazio in trasformazione, entrando progressivamente in relazione con i performer, gli elementi naturali e le installazioni.
Il progetto si sviluppa attraverso la danza contemporanea e il movimento, intrecciandosi con installazione, videodanza, arti visive, suono e parola. Gli elementi scenici non costituiscono un semplice apparato decorativo, ma diventano dispositivi capaci di generare azione, resistenza, tensione e relazione.
Nella prima realizzazione, concepita per uno spazio rurale della Maremma, il paesaggio è stato parte integrante della drammaturgia. Il percorso attraversava vigneti, ulivi e spazi aperti, mettendo in relazione il corpo con acqua, vento, terra e materiali mobili. Una pompa idrica, capace di generare un getto d’acqua di notevole potenza, è stata utilizzata come elemento scenico e performativo, introducendo una forza esterna con cui i corpi erano chiamati a confrontarsi. Le installazioni mobili, realizzate con materiali leggeri e strutture in bambù, contribuivano alla costruzione di uno spazio instabile e in continua modificazione.
La dimensione partecipativa è centrale: il pubblico viene invitato a muoversi nello spazio, osservare da differenti punti di vista e percepire fisicamente le variazioni di tensione e di equilibrio. La performance diventa così un’esperienza condivisa, nella quale il confine tra scena e ambiente, performer e spettatore, si fa progressivamente più permeabile.
Pressione non intende rappresentare un significato univoco, ma costruire una condizione percettiva aperta. La pressione può essere quella dell’acqua, del vento o della materia, ma anche quella esercitata dalle aspettative, dalle relazioni, dal contesto sociale e dal rapporto con il territorio.
Il progetto è concepito come un dispositivo artistico adattabile a contesti differenti e può essere ripensato in relazione allo spazio ospitante, modificando materiali, elementi scenici e modalità di interazione senza perdere il nucleo drammaturgico originario: mettere il corpo e la comunità di fronte a una forza che spinge, resiste, comprime e infine trasforma.
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