Regia: Mirko Riccardi
Drammaturgia: Mirko Riccardi
Attori: Ilaria Papa, Suami Gentile, Elisa Della Spina, Rosalba Matarrelli
Other credits:
Key words: comunicazione non verbale, iperconnesione, solitudine, alienazione, linguaggio del corpo
Production: Mirko Riccardi per ARIOcompany
Year of production: 2026
Theatrical genre: Children's theatre (14-99) Dance
Il progetto "HOW SHOULD I TELL YOU?" nasce dall'esigenza profonda di esplorare la comunicazione non verbale, interrogandosi su come, cosa e perché comunichiamo. La necessità di esprimersi rappresenta una delle pulsioni più forti dell'essere umano. I gesti costituiscono il cuore di questa riflessione: a volte rafforzano o sottolineano un concetto espresso a parole, mentre altre volte lo sostituiscono del tutto. La loro forza e bellezza risiedono nella capacità di trasmettere stati d’animo e sentimenti in modo diretto, instaurando un legame intimo ed emotivo tra chi comunica e chi osserva.
Se il linguaggio verbale venisse meno, sarebbe proprio la gestualità a consentirci di stabilire una connessione autentica con gli altri. Ogni gesto porta con sé una precisa connotazione, legata non solo al contesto e alla situazione in cui prende forma, ma anche alla personalità e al carattere di chi lo compie. In questa prospettiva, la danza assume un ruolo centrale: i danzatori utilizzano il corpo e i movimenti come potenti strumenti comunicativi capaci di superare qualsiasi barriera linguistica. Attraverso l'intensità del gesto, la gestione dello spazio e la dinamica costante tra movimento e stasi, la danza riesce a stabilire un ponte immediato tra l'emozione provata e l'osservatore.
Tuttavia, il progetto evidenzia anche le contraddizioni e le complessità della società contemporanea. Nonostante si viva in un mondo iperconnesso, l'esperienza umana è spesso segnata da un paradossale isolamento, da distanze emotive, aspettative sociali e conflitti interiori. In questo contesti di alienazione e solitudine, il linguaggio del corpo diventa un mezzo essenziale per affrontare e combattere il senso di separazione.
La società moderna spinge costantemente verso la performance, l'apparenza e l'omologazione a codici comuni, generando una profonda dissonanza tra l'essenza intima dell'individuo e ciò che egli è costretto a mostrare. I gesti, pur nascendo da emozioni sincere, rivelano la complessa ricerca di appartenenza, il desiderio di essere compresi e il tentativo di sfuggire alla solitudine. In un ritmo di vita frenetico, i gesti interpersonali rischiano talvolta di non trovare un pubblico pronto ad accoglierli; ciononostante, essi rimangono spesso l'unico canale per esprimere ciò che le parole non sanno dire.
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