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FRANCESCO SULLA STRADA

Bottega di Cyrano - Teatro degli Acerbi

Play in the repertoire

Theatrical genre
Prose
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Regia: ELENA ROMANO

Drammaturgia: ANDREA CALDI E ELENA ROMANO (LIBERO ADATTAMENTO DA LUCIANO NATTINO)

Attori: ANDREA CALDI, ELENA ROMANO, JACOPO SICCARDI

Other credits:

Key words: SANFRANCESCO, SANTACHIARA, TERRA, CORPO, CAMMINO

Production: TEATRO DEGLI ACERBI - ACCADEMIA DELLO SPETTACOLO - BOTTEGA DI CYRANO

Year of production: 2026

Theatrical genre: Prose

Nell’anniversario degli 800 anni del transito di San Francesco e a quasi dieci anni dalla scomparsa di Luciano Nattino, il Teatro degli Acerbi rende omaggio a uno dei testi più intensi e visionari della sua produzione attraverso un nuovo allestimento e riadattamento drammaturgico di Francesco sulla strada – Cantico Blues tra Assisi e il mondo.

Lo spettacolo nasce come libero adattamento del testo originale, conservandone la forza poetica e l'impianto narrativo rileggendolo attraverso uno sguardo contemporaneo, capace di parlare al pubblico di oggi senza rinunciare alla profondità della figura di Francesco.

In scena non troviamo il santo delle immagini devozionali né il personaggio della tradizione agiografica. Emerge invece un uomo inquieto e radicale, che sceglie di mettere continuamente in discussione sé stesso, il potere, il denaro e ogni forma di possesso.

Attraverso il viaggio condiviso con frate Leone e l'incontro con Chiara, il racconto attraversa temi che appartengono al Medioevo come al presente: la ricerca di senso, la libertà, la fraternità, il rapporto con la natura, la pace, la capacità di scegliere una vita fondata sull'essenziale.

La vicenda di Francesco diventa così il racconto universale di ogni essere umano chiamato a scoprire la sua vocazione.



Francesco sulla strada è uno spettacolo site specific a struttura frontale, rappresentabile in teatri, chiostri, cortili, spazi naturali, luoghi storici, sale non teatrali e contesti urbani.

La regia assume come principio artistico la stessa essenzialità che attraversa la vita del protagonista. L'allestimento è volutamente leggero e ridotto al minimo: pochi oggetti, elementi scenici essenziali, una costruzione affidata principalmente alla forza della parola, del corpo e della relazione tra gli interpreti.

La povertà francescana non viene rappresentata ma diventa linguaggio scenico.

L'assenza di apparati spettacolari, la mobilità dell'allestimento e la riduzione degli elementi tecnici consentono una produzione a basso impatto ambientale, facilmente adattabile ai diversi contesti ospitanti. Il centro della scena resta l'attore: la sua presenza, il racconto, il dialogo vivo con il pubblico.

Questo allestimento nasce dal desiderio di riportare al centro la straordinaria attualità del pensiero francescano. Francesco appare come una figura capace ancora oggi di interrogare il nostro tempo: un uomo che sceglie la fraternità in un mondo attraversato dai conflitti, la condivisione in una società costruita sull'accumulo, la relazione con il creato in un'epoca segnata dalla crisi ambientale.

Il testo di Luciano Nattino restituisce questa dimensione con uno sguardo poetico, umano e profondamente teatrale. Il libero adattamento di Andrea Caldi ed Elena Romano cerca di custodire questa eredità, mettendo in luce il carattere universale della vicenda e la sua capacità di parlare a spettatori di ogni provenienza culturale e generazionale.

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