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TEMPESTOSO

Collettivo Baladam B-side

Play in the repertoire

Theatrical genre
Children's theatre (7-12) Prose Performance
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Regia: Antonio "Tony" Baladam

Drammaturgia: Antonio "Tony" Baladam

Attori: un progetto di Collettivo Baladam B-side ideazione Rebecca Buiaforte consulenza drammaturgica Beatrice Baruffini ricerca, drammaturgia e regia Antonio “Tony” Baladam con Giacomo Tamburini, Antonio “Tony” Baladam produzione Teatro Metastasio di Prato con il sostegno di Teatro Due Mondi

Other credits: produzione Teatro Metastasio di Prato
con il sostegno di Teatro Due Mondi

Key words: ironia, potere, immaginario collettivo, surreale, troppe risate

Production: Collettivo Baladam B-side, Teatro Metastasio di Prato

Year of production: 2025

Theatrical genre: Children's theatre (7-12) Prose Performance

NOTA, lo spettacolo ha da poco cambiato titolo in Tempestoso.

NOTA, rispetto al video proposto qui, che era di una anteprima, lo spettacolo ha ora una durata effettiva di 60 minuti





Sinossi

TEMPESTOSO è uno spettacolo comico sulla relazione tra finzione e realtà, che esplora in maniera

funambolesca le possibilità creative dell'immaginazione e del linguaggio.

Due attori fanno finta che la terra stia per essere inghiottita da un enorme buco nero, da una

incommensurabile Tempesta spaziale, e chiedono al pubblico di far finta insieme a loro, per creare uno

spettacolo di finzione condivisa sul potere delle parole.

Nei romanzi d'avventura la Tempesta è qualcosa di terribile, caotico e avventuroso che inghiotte le navi, ma in questo

spettacolo non si parla di avventure marinaresche: TEMPESTOSO è un un vortice avvolgente e

velocissimo di immaginari, risate, storie, mondi e contraddizioni, un precipitato teatrale imprevedibile

che riempie di parole tutto lo spazio disponibile, in un'apertura fantasmagorica sulla complessità della

realtà.

Il progetto mette in discussione la forma spettacolo e decostruisce il patto narrativo, ricercando un'arte

non di narrare, evocare o spiegare, ma letteralmente di far accadere qualcosa, attraverso una poetica

dell'inatteso.



Note

Come si fa a raccontare il mondo che abbiamo attorno? E, soprattutto, come si fa a

farlo senza arroganza, senza imporre il nostro punto di vista su quello degli altri?

Il racconto che facciamo del mondo ruota sempre attorno alla relazione tra finzione

e realtà, a partire dalla fondamentale finzione condivisa che chiamiamo società.

In questo periodo storico sta diventando tutto Tempestoso, ed è sempre più

complicato distinguere la finzione della realtà, col rischio di ricadere in

strumentalizzazioni, pregiudizi e bias.

Anche la nostra relazione con l'infanzia sta cambiando in questa direzione, e

l'esposizione dei bambini e delle bambine al quotidiano bombardamento di

informazioni che subiamo attraverso i media, inizia a farci davvero paura.

TEMPESTOSO parla di tutto questo parlando apparentemente di tutt'altro, e lo fa con

leggerezza, attraverso il filtro costante dell'ironia, interrogando direttamente

l'infanzia, interagendo coi bambini e le bambine senza metterli da parte, senza darli

per scontati.

Lo spettacolo utilizza una struttura scenica assurda e imprevedibile, che ricalca le

modalità di gioco dei bambini, moltiplicando la confusione tra finzione e realtà,

come nel gioco sconclusionato dell'infanzia. Niente scenografie, niente musiche,

niente copione fisso, niente proiezioni, niente tecnologia. Tutto scaturisce dal

linguaggio e dalla relazione.

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