Regia: Giorgio Boccassi e Donata Boggio Sola
Drammaturgia: Giorgio Boccassi e Donata Boggio Sola
Attori: Giorgio Boccassi e Donata Boggio Sola
Other credits: Collaborazione Artistica di Fabio Comana - scene di Mirella Salvischiani
Key words: Cambiamento climatico, estinzione dei ghiacciai
Production: Coltelleria Einstein Soc. Coop.
Year of production: 2024
Theatrical genre: Children's theatre (6-10)
“Il ghiacciaio Anselmo ha caldo” è una divertente ed emozionante azione teatrale sul tema scottante dell’estinzione dei ghiacciai e la parola scottante è proprio giusta per un ambiente che si va sempre più surriscaldando per i cambiamenti climatici.
I due interpreti, Névica e Mino, si trovano nell’Albergo Rifugio in alta montagna, vicino al ghiacciaio Anselmo che si sta sciogliendo. Nel gioco teatrale piegano delle lenzuola bianche stese ad asciugare. Le lenzuola sono la metafora del ghiacciaio.
Amano la montagna. Lui vive vicino al ghiacciaio da sempre e lei vive lontano dal ghiacciaio, in città. Lui è vicino e vede i cambiamenti, lei è lontana, ama la montagna ma non ne conosce le trasformazioni e non crede che il ghiacciaio Anselmo potrà scomparire.
In questo contrasto, diventano di volta in volta difensori della natura, fiocchi di neve, cubetti di ghiaccio, esperti divulgatori che cercano di spiegare cosa sta succedendo al mondo glaciale.
Soprattutto vorrebbero che il “lassù” sconosciuto, diventasse il “quaggiù” degli spettatori.
La conoscenza colma le distanze e quello che è lontano/lassù, con la conoscenza, diventa vicino/quaggiù.
Ogni cosa nella natura è “in rete” con le altre.
Il ghiacciaio, apparentemente immobile, è invece in movimento.
A volte lento, a volte veloce. Come ogni essere della natura è vivo.
È bellissimo ma contemporaneamente può far paura perché non lo conosciamo e spesso ignoriamo il suo ruolo nel pianeta.
I cambiamenti climatici del nostro tempo, dettati in gran parte dall’uomo, favoriscono il movimento di fusione dei ghiacciai, un movimento troppo veloce che cambia il ritmo e l’equilibrio del nostro pianeta.
Saremo così sensibili da ascoltare il suono del ghiacciaio in movimento?
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