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Fiabel

Reverie Teatro

Play in the repertoire

Theatrical genre
Children's theatre (5-11) Figure
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Regia: Matteo carnevali - Alessandra Crotti

Drammaturgia: Matteo carnevali - Alessandra Crotti

Attori: Alessandra Crotti

Other credits:

Key words: Archetipi, fiabe classiche, personaggi secondari, lavagna luminosa, vecchi giocattoli.

Production: Piazzalunga Cultura Suzzara - Biblioteca Comunale Salvador Allende - Biblioteca Novellara

Year of production: 2025

Theatrical genre: Children's theatre (5-11) Figure

La ricerca indaga gli archetipi universali delle tre fiabe di Andersen. Biancaneve,Cappuccetto Rosso,Hansel e Gretel.

Cerchiamo uno sguardo nascosto, raccontiamo le storie servendoci di un personaggio secondario per ogni fiaba,ed offriamo un punto di vista inedito che propone allo spettatore un immediato approfondimento delle tematiche che la storia originale propone.

Per restituirlo scegliamo il linguaggio della luce,dell’iconografia, della suggestione,della metafora.

Nella prima fiaba è la Matrigna che racconta la genesi e la crescita di Biancaneve e il loro furibondo conflitto. La seconda è raccontata dal Lupo,la terza dal Bosco stesso che si antropomorfica e diviene testimone della tragedia dei due fratelli.

Cerchiamo di portare in superficie i dettagli meno raccontati ma più veri,come le paure,le consolazioni,l’amore,le delusioni,perché il lavoro possa diventare uno specchio umano ed infondo esorcizzare la paura stessa.

Tutti i personaggi sono interpretati da una attrice che di volta in volta si trasforma e grazie ad una lavagna luminosa alle spalle del pubblico vengono create immagini e suggestioni che rendono la scenografia viva e dialogante con l’attrice. Usando ombre e immagini proiettati tutto lo spettacolo assume una estetica onirica e poetica. Oggetti e vecchi giocattoli piccolissimi, attraverso la lente della lavagna luminosa diventano ombre gigantesche e il racconto diventa sempre più una esperienza magica ed estraniante.

Nel primo episodio la voce narrante è quella della Matrigna,uno dei “Villain” più conosciuti da ogni fascia d’età. Dal suo racconto emerge,tra situazioni ironiche e momenti più intimi ed emotivi,la solitudine di una donna in conflitto con la la figliastra,metafora di bellezza e gioventù che sono per la strega sempre più sfuggevoli e lontane.

Nel secondo episodio il Lupo è una sorta di clown,essere puro e leggero,che si propone in modo completamente diverso a quello che è l’immaginario collettivo. Anche il lupo è vittima della sua fama e le sue vittime non sono causate dalla sua crudeltà ma dalla sua sbadataggine. Nel mezzo di questo racconto accade l’ennesimo rovesciamento (filo rosso di tutto lo spettacolo):da fuori ci ritroviamo dentro la pancia del lupo. Cappucetto Rosso compare nella storia e racconta ciò che vede da li dentro e la pancia del lupo diventa un luogo caldo e accogliente,un luogo protettivo dove voler restare per riuscire a crescere un pò meglio.

Nella terzo capitolo la voce narrante è proprio quella del Bosco,elemento presente in tutte e tre le fiabe. Che racconta la tragedia dell’abbandono che subiscono i due fratelli più famosi della letteratura di Andersen,diventando una sorta di libro vivente fatto di rami e spazi che si restringono. Davanti all’angoscia in cui vengono gettati dai loro insani genitori e alla prigionia della strega i bambini rispondono con l’ingegno e a furbizia,ripercorrendo a ritroso qui bosco che si palesa come metafora del Viaggio della Prova del possibile Cambiamento.

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